OGM solo se autorizzati: fuorilegge il mais del Friuli

Sono fuorilegge le coltivazioni di mais geneticamente modificato piantate dall’imprenditore friulano Giorgio Fidenato, leader degli ‘Agricoltori federati’, che ha utilizzato semi OGM provvisti di autorizzazione al commercio ma senza chiedere alla Regione il permesso di coltivarli, come prevede invece la normativa italiana.

A sottolinearlo è la Cassazione nelle motivazioni della sentenza 11148 depositata ieri e relativa all’udienza svoltasi lo scorso 15 novembre, che costituisce il primo e atteso verdetto sul biotech.

Dopo il verdetto della Cassazione occorre ora valutare il giusto risarcimento dei danni al patrimonio ambientale ed alimentare nazionale provocati dalla contaminazione per la semina illegale.

Lo ha affermato la Coldiretti nel commentare la sentenza della Cassazione sulle coltivazioni di mais geneticamente modificato piantate in Friuli senza le necessarie autorizzazioni. Secondo l’associazione è stata giustamente condannata una vera aggressione al Made in Italy denunciata con forza dalla mobilitazione della Coldiretti insieme alle associazioni ambientaliste e dei consumatori.

Ricordiamo che i consumatori italiani vogliono gli Ogm. Addirittura, quasi il 75% dei consumatori italiani, intervistati da una ricerca Coldiretti – Swg, si dichiara perfino impaurito dagli organismi geneticamente modificati. 13 Regioni, 41 Province e 2.350 Comuni, si sono dichiarati “Ogm free”.

Tra le categorie dei produttori agricoli di rilievo nazionale, solo Confagricoltura si dichiara aperta al tema.

L’Italia, tuttavia, anche non ci sono colture Ogm, non è affatto un Paese ‘Ogm free’, dal momento che la gran parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti italiani (salvo quelli biologici) è prodotta a partire da soia e mais geneticamente modificati, importati da Stati Uniti, Canada e America Latina.

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