Il linguaggio

Il termine ‘linguaggio’ deriva da lenga che significa lingua e indica in generale l’uso dei segni intersoggettivi, ossia la possibilità di scelta e di combinazione dei segni che rendono possibile la comunicazione.

Il linguaggio verbale sta a indicare la facoltà dell’uomo di comunicare e di esprimersi per mezzo di suoni articolati, organizzati in parole atte a individuare immagini e a distinguere rapporti secondo convenzioni implicite, variabili nel tempo e nello spazio.

Il linguaggio umano è un sistema di comunicazione incredibilmente complesso e flessibile e si distingue dalle altre forme di comunicazione umana per la sua creatività, forma, contenuto e uso.

La creatività del linguaggio è infinita e delimitata solo dalle regole grammaticali. Essa entra in gioco sia nell’esprimere un pensiero, mediante frasi originali che abbiano significato, sia nell’ascoltare un pensiero, mediante la capacità di interpretare rapidamente le frasi formulate da altri.

Per quel che riguarda il contenuto è possibile distinguere:
– la sintassi, ossia lo studio dei procedimenti per i quali le parole di una frase e le frasi di un periodo sono collegate le une alle altre in maniera da esprimere i rapporti concettuali;
– la morfologia, ossia lo studio delle combinazioni dei diversi fonemi in unità significative che costituiscono le parole.

Il linguaggio rappresenta un mezzo per raffigurare e comunicare idee astratte il cui significato può essere del tutto indipendente dalle situazioni contingenti. È possibile utilizzare un nome unico per cose diverse che si presentano in situazioni diverse. Il contenuto emotivo è inoltre enfatizzato e rafforzato da mezzi estranei all’espressione linguistica, come i gesti, il tono della voce, la mimica facciale e l’atteggiamento. Inoltre, ogni linguaggio ha diversi contenuti strutturali.

Per quello che riguarda l’uso, il linguaggio è sostanzialmente un mezzo di comunicazione sociale. Attraverso il linguaggio possiamo organizzare le nostre esperienze sensoriali ed esprimere i nostri pensieri, sentimenti e aspettative.

Le conoscenze della fisiologia del linguaggio sono state ricavate dall’osservazione degli effetti di lesioni cerebrali (prevalentemente infarti cerebrovascolari), su pazienti sottoposti ad interventi chirurgici per curare gravi forme di epilessia e da tecniche di neuroimmagine funzionale, come la PET e la RM funzionale, che consentono di raccogliere informazioni sull’elaborazione del linguaggio in soggetti normali.

Il linguaggio non è una capacità unica, ma è costituito da un insieme di facoltà delle quali le due principali, la produzione e la comprensione, possono essere distinte in base alla loro localizzazione regionale. L’area di Broca, nel lobo frontale, controlla i muscoli per l’articolazione ed è coinvolta nella produzione del linguaggio. L’area di Wernicke, nel lobo temporale è coinvolta nella comprensione del linguaggio.

Linguisti e psicologi ritengono che i meccanismi relativi agli aspetti universali del linguaggio siano determinati dalla struttura del cervello umano. Secondo questa ipotesi, il cervello dell’uomo è già predisposto ad apprendere e utilizzare il linguaggio dal suo programma di sviluppo. Il tipo di linguaggio che viene parlato, i dialetti e le inflessioni dipendono invece dall’ambiente sociale.

Per ulteriori approfondimenti su questo argomento si rinvia al testo Multidisciplinarietà in Medicina.

Bibliografia
Gasparini L. Multidisciplinarietà in Medicina. Metodologia, Scienze biomediche, Posizione dell’omeopatia in ambito scientifico. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2011

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