Quando il lavoro mette a rischio il cuore?

I turni lavorativi, in particolare quelli notturni, possono mettere a rischio il sistema cardiovascolare. A sostenerlo è uno studio  internazionale, canadese e norvegese, pubblicato sul British Medical Journal che esaminato 34 precedenti ricerche, coinvolgendo un totale di 2.011.935 persone.

La ricerca ha rilevato che tra i lavoratori che seguono i turni si registra una crescita del 23 per cento dei rischi di infarto, un aumento del 24 per cento di eventi coronarici e un 5 per cento in più di incidenza di ictus rispetto ai lavoratori normali, che seguono orari diurni, prestabiliti e sempre uguali. I rischi riguardano che in particolare chi pratica i turni notturni: in questo caso il rischio di malattie cardiovascolari raggiunge il 41 per cento in più rispetto alla altre categorie.

Un altro studio, pubblicato su PLoS ONE, condotto dai ricercatori del Brigham and Women Hospital e l’Harvard Medical School avverte che le donne sotto stress per via del proprio lavoro sono a rischio attacchi di cuore.

Oltre 22mila professioniste legate al settore salute negli Stati Uniti sono state monitorate per più di dieci anni durante i quali hanno dovuto riportare periodicamente le caratteristiche del proprio lavoro, la sensazione di stress e altri dati personali riguardanti lo stile di vita.

Gli autori hanno così riscontrato una significativa correlazione tra lo stress lavorativo e un maggiore aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

“La tensione lavorativa elevata, una forma di stress psicologico, ha a lungo termine effetti sulla salute cardiovascolare nelle donne e potrebbe suggerire la necessità per gli operatori sanitari di integrare la valutazione e individuazione degli interventi utili che riducono al minimo gli effetti dello stress lavorativo”, ha concluso Michelle A. Albert, autrice principale dello studio.

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