Incidenti stradali: killer principale di giovani e bambini

Continuano a salire le vittime del traffico stradale, con 1,35 milioni di morti ogni anno nel mondo. In Italia sono 3.333. Oggi gli incidenti sulle strade rappresentano il principale killer di bambini e giovani tra i 5 ed i 29 anni. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Oms sulla sicurezza stradale.

Il rapporto documenta che, nonostante un aumento del numero complessivo di decessi, i tassi di mortalità relativi alle dimensioni della popolazione mondiale si sono stabilizzati negli ultimi anni. Questo suggerisce che gli sforzi di sicurezza stradale esistenti in alcuni paesi a medio e alto reddito hanno mitigato la situazione.

Nei contesti in cui sono stati compiuti progressi questi sono in gran parte attribuiti ad una legislazione migliore in merito a rischi fondamentali come la velocità, il consumo di alcolici e la guida e il mancato uso delle cinture di sicurezza, dei caschi per motocicli e dei sistemi di ritenuta per bambini; infrastrutture più sicure come marciapiedi e corsie dedicate per ciclisti e motociclisti; standard di veicoli migliorati come quelli che impongono il controllo elettronico della stabilità e la frenata avanzata; e migliorata la cura post-incidente.

Tali misure, documenta il rapporto, hanno contribuito a ridurre le morti per traffico stradale in 48 paesi a medio e alto reddito. Eppure, non un singolo paese a basso reddito ha dimostrato una riduzione dei decessi complessivi, in gran parte perché mancano queste misure.

Nei paesi a basso reddito il rischio di morte da traffico stradale rimane tre volte più alto rispetto ai paesi ad alto reddito. I tassi sono più alti in Africa (26,6 per 100.000 abitanti) e più bassi in Europa (9,3 per 100.000 abitanti). Rispetto alla precedente edizione del rapporto, tre regioni del mondo hanno registrato un calo dei tassi di mortalità dovuti al traffico stradale: le Americhe, l’Europa e il Pacifico occidentale.

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