Perché è importante ridurre i grassi saturi?

Se mangiati in quantità eccessiva, i grassi saturi fanno male alla salute a aumentano il rischio di infarti. A confermarlo uno studio della Harvard University di Boston pubblicato sul British Medical Journal.

La ricerca ha preso in considerazione 73mila donne e 42mila uomini, tutti operatori sanitari americani seguiti dagli autori rispettivamente per 28 e 24 anni. Analizzando le abitudini alimentari dei partecipanti (sani, senza malattie croniche) e valutando eventuali altri fattori di rischio (abitudine al fumo e all’alcol, attività fisica, uso frequente di farmaci), gli studiosi sono giunti alla conclusione che l’assunzione di acidi grassi saturi è collegata ad un aumento del rischio cardiovascolare, in particolare di infarto miocardico e ischemia coronarica (occlusione o restringimento delle arterie che portano sangue al cuore).

Lo studio ha preso in esame i quattro principali acidi grassi saturi: laurico, miristico, palmitico e stearico. Gli autori hanno calcolato che riducendo dell’1% il contributo di questi acidi grassi saturi all’apporto energetico quotidiano, il rischio di malattie coronariche cala del 6-8% (in particolare per quanto riguarda laurico e stearico) e addirittura del 10-12% per l’acido palmitico.

La conclusione degli studiosi è che i grassi saturi andrebbero il più possibile limitati e sostituiti con altri nutrienti: dovrebbero essere sostituiti da un mix di acidi grassi polinsaturi, monoinsaturi, proteine vegetali e cereali integrali.

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