Greenpeace: “Dietro il sushi vi sono gravi violazioni di diritti umani”

Tratta di esseri umani, lavoro minorile, lavori forzati e altri terribili abusi. Sono emerse altre prove che confermano le violazioni di diritti umani compiute da parte di uno dei più grandi fornitori al mondo di frutti di mare e di sushi: il Fong Chun Formosa Fishery Company. È quanto denuncia Greenpeace East Asia in un nuovo rapporto dal titolo “Misery at Sea”. Secondo il dossier vi sarebbero nuove prove che collegano le violazioni dei diritti umani alla flotta peschereccia internazionale di Taiwan, tra cui il principale commerciante di pesce FCF.

“Condotte nel corso di oltre un anno, le nostre indagini mostrano che la catena di approvvigionamento della pesca di Taiwan è ancora viziata da violazioni dei diritti umani, nonostante l’introduzione della nuova legge per proteggere i pescatori sulle navi di Taiwan”, ha affermato Yi Chiao Lee, Global Investigation, autore del rapporto a Greenpeace East Asia.

“C’è un’alta probabilità che questo pesce venga commercializzato nei locali che vendono sushi in Europa, Asia e America. Non ci sono scuese: l’industria ittica di Taiwan deve ora agire con urgenza per eliminare queste pratiche spaventose”.

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