25 Novembre: Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

Si celebra oggi, 25 novembre, la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Secondo quanto emerso dai dati diffusi ieri all’ospedale Fatebenefratelli di Milano,  la violenza sulle donne è in continua crescita e si concentra in particolare nel Nord Italia, con punte allarmanti in Lombardia.
L’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) e il Fatebenefratelli, in collaborazione con l’Associazione italiana medici di famiglia, hanno dunque redatto un vademecum destinato agli operatori sanitari per riconoscere le vittime di violenza domestica che verrà diffuso nei 67 ospedali lombardi premiati da Onda in questi anni con il Bollino rosa.

Quest’anno, tuttavia, questa giornata vuole rappresentare anche un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle sofferenze peggiori patite dalle donne: la pratica delle mutilazioni genitali. Sono circa 3 milioni nel mondo le bambine che rischiano ogni anno di essere sottoposte a mutilazioni dei genitali, una media di 8 mila al giorno. Si tratta di una pratica diffusa in 28 paesi dell’Africa Sub- Sahariana (Sudan, Somalia) e in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente, ma riguarda anche all’incirca 500 mila donne e ragazze oggi residenti in Europa.

Questa mattina, nella sala stampa di Palazzo Chigi, Mara Carfagna ed Emma Bonino hanno lanciato la campagna END FGM – Petali di rosa per la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili che l’Associazione italiana donne per lo sviluppo (AIDOS) e Amnesty International condurranno da oggi in occasione dei 16 giorni di mobilitazione sulla violenza contro le donne promossi dall’ONU.

END FGM e’ una campagna europea promossa da Amnesty International Irlanda e realizzata in collaborazione con organizzazione non governative di 13 paesi europei. Come ha spiegato Daniela Colombo, presidente di AIDOS, l’obiettivo è quello di raccogliere 8 mila firme al giorno in Europa, tante quante sono le bambine che ogni giorno nel mondo subiscono mutilazioni dei genitali.

Sonia Villone, di Amnesty International, ha ricordato poi che “350 mila donne muoiono ogni anno per complicazioni durante la gravidanza o il parto e molte di queste hanno subito le mutilazioni dei genitali”. Mara Carfagna ha sottolineato che “circa 35 mila donne hanno subito in Italia la mutilazione dei genitali e sono circa 1000 le bambine che rischiano di essere sottoposte a questa pratica”.

“Si puo’ cambiare, le tradizioni nefaste possono essere sconfitte”, ha affermato la Bonino.
Le due politiche italiane hanno quindi anno quindi firmato congiuntamente i primi due petali di rosa, metafora del clitoride mutilato e segno di speranza per un futuro in cui nessuna bambina, ragazza o donna dovrà più subire mutilazioni dei genitali.

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