Gioco d’azzardo: 790mila italiani a rischio ludopatia

La ludopatia interessa migliaia di italiani: a soffrirne è infatti l’1,65% della popolazione, 790mila sono i giocatori a rischio di diventare dipendenti dal gioco d’azzardo. Questi dati sono stati presentati dall’ultima ricerca di settore  Sistema Gioco Italia, la federazione aderente a Confindustria che rappresenta tutti gli operatori del comparto ludico, ha lanciato una proposta di “riordino” del sistema degli apparecchi del Paese, con un “piano regolatore” che prevede il taglio di 11mila punti vendita.

Ad essere più colpiti sarebbero gli uomini (65%) del Nord Est (38%). Qui vive il giocatore problematico “tipo”, che spesso abita in grandi centri urbani (più di 250mila abitanti), ha entrambi i genitori o altri membri della famiglia che giocano eccessivamente, spende più di quanto guadagna o non riesce a risparmiare nulla, ha contratto debiti con finanziarie o con privati, scommette su più sistemi di gioco contemporaneamente e dedica in media il doppio del suo tempo per questa attività rispetto ai “gambler” tradizionali (un’ora contro i 30 minuti dei giocatori non problematici).

Per affrontare questo problema nel nostro Paese è stata avanzata la proposta degli imprenditori del settore che prevede di tagliare drasticamente il numero delle ‘slot’ in Italia, chiudendo gli esercizi che non sono in grado di controllare l’abuso delle macchinette da parte dei minori e riducendo da otto a quattro il numero dei giochi disponibili per esercizio.

Intanto nella provincia di Roma sono oltre 2500 i ragazzi delle scuole superiori della provincia di Roma coinvolti nel progetto ‘Ludoterapia – Quando il gioco diventa una malattia’ ideato da Udicon (Unione per la difesa dei consumatori). Nelle scuole è stata fatta un’opera di sensibilizzazione che ha coinvolto migliaia di giovani per metterli riconoscere ed aiutare una persona affetta da ‘gioco d’azzardo compulsivo”.

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