Germania, allarme per il batterio killer. L’origine nei cetrioli

È allarme in Germania per l’improvviso diffondersi di un’epidemia causata dal batterio fecale Escherichia coli (Ehec), presente nella parte inferiore dell’intestino degli animali, che ha provocato la morte di quattro persone. La vittima più recente è una donna di 41 anni, di Cuxhaven, nella Bassa Sassonia (nordovest). La donna, che soffriva di una forte diarrea da sabato scorso, è morta ieri e le autorità stanno accertando se il decesso è stato provocato proprio dal ceppo enteroemorragico (Ehec) del batterio E. coli. Intanto è arrivata la conferma che un’altra vittima – una donna di 25 anni di Brema (Nord) – era infetta, così come le altre due vittime: un’anziana di 83 anni della Bassa Sassonia e una donna di 80 anni dello Schleswig-Holstein (Nord).

“Il numero di casi gravi in un così breve lasso di tempo è una cosa molto insolita e anche la fascia d’età interessata è atipica”, ha annunciato in una nota l’Istituto Robert Koch (Rki), l’agenzia nazionale di controllo e prevenzione delle malattie.

La malattia attualmente ha colpito per lo più adulti, nella maggior parte dei casi donne, mentre i precedenti casi avevano riguardato dei bambini. La zona più colpita è il nord della Germania.

Il ministero della Salute di Amburgo ha annunciato oggi, sulla base delle analisi eseguite dall’Istituto di Igiene, che il batterio killer sarebbe contenuto nei cetrioli provenienti dalla Spagna. Al momento le analisi sono state fatte soltanto ad Amburgo perciò “non è da escludere che anche altri alimenti possano essere presi in considerazione quali fonte dell’infezione”.

La Commissione europea ha invitato le persone che si sono recate di recente in Germania a prestare attenzione ad eventuali sintomi dell’infezione. Il sintomo più evidente della malattia è una dissenteria emorragica. L’Unione europea sottolinea che è “essenziale indentificare i casi potenziali legati a questa infezione per evitarne la propagazione”.

“Per il momento non ci sono elementi che indichino un contagio in altri Paesi, ma si stanno esaminando dei casi sospetti in Svezia, Regno unito e Paesi Bassi fra persone che hanno viaggiato in Germania nell’ultimo periodo”, ha riferito il portavoce della sanità, Frederic Vincent.

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