Non c’è posto in ospedale: due gemelline separate alla nascita

Ha dell’assurdo una notizia che arriva da Brindisi. Una donna, dopo aver partorito, ha visto separare le sue due gemelline a causa della carenza di posti letto nell’ospedale. Per ben nove giorni dopo la loro nascita, avvenuta il 15 ottobre scorso, le due piccole sono state separate: una è stata ricoverata al Perrino di Brindisi, l’altra presso il presidio Di Venere di Bari.

La madre, costretta per nove giorni a fare la spola tra i due nosocomi per allattare le bambine, ha denunciato l’episodio attribuendo ogni responsabilità dell’accaduto  al piano di riordino predisposto dalla Regione Puglia al fine di recuperare i debiti accumulati per il mancato rispetto del patto di stabilità.

Il caso, purtroppo, non è isolato. La donna ha infatti sottolineato che al Policlinico di Bari c’è anche una giovane donna di Lecce che ha dovuto partorire a Bari (e quindi a 150 chilometri di distanza) perché nel capoluogo salentino (così come a Brindisi) non c’era neanche un posto in ospedale.

Si tratta di un’emergenza che riguarda diverse zone della regione. Qualche giorno fa il reparto di Ginecologia dell’ospedale Aquilano San Salvatore è andato in tilt perché su venti posti disponibili si contavano ventotto gestanti. Per fare spazio e dare la priorità alle pazienti in situazioni di maggiore emergenza, le altre gestanti sono state costrette ad aspettare il loro turno lungo le corsie. In Puglia, inoltre, sono diverse le strutture che hanno chiuso i battenti.

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