Fumo e vita sedentaria: in Italia oltre 100mila decessi ogni anno

Ogni anno sono oltre centomila i decessi legati a fumo e poca attività fisica. Se si considerano poi anche alcol e cattiva alimentazione, insieme i 4 principali fattori di rischio, il numero sale ad oltre 150mila, andando quasi a sfiorare i 200mila.

Questo il quadro tracciato da Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, che insieme a Daniela Galeone, dirigente del ministero della Salute, ha presentato il secondo appuntamento nazionale a Venezia del programma ‘Guadagnare Salute’.

Saranno Venezia ed il Veneto ad ospitare, il 21 e 22 giugno prossimi, la manifestazione scientifica nazionale ”Le sfide della promozione della salute: dalla sorveglianza agli interventi sul territorio”. L’iniziativa vedrà la partecipazione di oltre mille esperti ed operatori provenienti da tutte le Regioni italiane, riuniti per fare il punto sulle azioni messe in atto per contrastare i principali fattori di rischio per la salute ed offrire un’occasione di confronto e di crescita per migliorare gli interventi sul territorio.

In Italia e in Europa le malattie croniche, che hanno in comune alcuni fattori di rischio legati a stili di vita non salutari (fumo, alcol, scorretta alimentazione, sovrappeso e obesità, inattivita’ fisica) sono responsabili dell’86% dei decessi, del 77% degli anni di vita in salute perduti, e del 75% dei costi sanitari.

La direzione giusta è quella di rendere evitabili le morti “per cause modificabili” spiega Daniela Galeone, dirigente del Ministero della Salute, e che rischiano di produrre “percorsi di vecchiaia in cattiva salute” nocivi sia per i cittadini che per la sostenibilità del sistema, visto che aumentano “i costi dell’assistenza, non solo sanitaria, ma anche sociale”.

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