Fumo, la prevenzione sui banchi di scuola

La prevenzione contro il fumo nelle scuole funziona. È quanto sostengono i ricercatori della Cochrane Library che hanno analizzato i dati di 134 studi, condotti in 25 diversi Paesi, coinvolgendo quasi 500mila studenti fra i 5 e i 18 anni. 49 di questi studi si erano focalizzati sull’atteggiamento verso il fumo di chi non aveva ancora iniziato a usare tabacco.

Come hanno spiegato gli autori, ne è emerso che sul lungo periodo gli interventi anti-fumo tra i banchi funzionano perché il numero di ragazzi che s’accende la prima sigaretta dopo queste lezioni speciali è minore rispetto alla media. In particolare sarebbero utili, oltre alle informazioni sui danni causati dal tabacco, le strategie che vengono insegnate per resistere alla “pressione sociale” che li induce a fumare.

Vane sarebbero invece le lezioni supplementari o sessioni informative aggiuntive negli studenti che hanno già iniziato, tra i quali il numero di fumatori non pare diminuire nonostante le strategie messe in atto con sedute extra.

Secondo diverse fonti, circa il 70 per cento dei fumatori inizia prima dei 18 anni e oggi un quarto degli adolescenti tra i 13 e i 15 anni si è già acceso la prima sigaretta. Secondo i dati riferiti dal Ministero della Salute, si stima che in Italia siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70mila alle 83mila morti l’anno. Tali dati fanno del tabacco la principale causa prevenibile di mortalità nel nostro Paese, come nel resto del mondo occidentale.

Ti è piaciuto questo articolo?
Iscriviti gratuitamente alla newsletter e riceverai periodicamente i nuovi articoli pubblicati

Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione

Torna su