Frutta e legumi ricchi di potassio per abbassare la pressione

Aumentare l’apporto giornaliero di potassio comporta una riduzione della pressione arteriosa con una conseguente riduzione del rischio d’ictus del 22% e del 26% di problemi cardiovascolari in genere. A rivelarlo è una ricerca della Società Italiana per l’Ipertensione Arteriosa (SIIA) condotta su circa 250mila persone seguite dai 5 ai 19 anni.

“Si tratta della dimostrazione scientifica di un effetto protettivo del potassio su uno dei maggiori rischi correlati all’ipertensione, ovvero la maggior probabilità di ictus e infarto. Ed è la conferma ‘sul campo’ delle capacità antipertensive del potassio”, ha spiegato l’autore dello studio Pasquale Strazzullo, direttore dell’Unità di Medicina Interna, Ipertensione e Prevenzione Cardiovascolare dell’università Federico II di Napoli e membro del direttivo SIIA.

“Il meccanismo protettivo del potassio va anche oltre il ‘bilanciamento’ del sodio – sottolinea Strazzullo –. Il potassio infatti migliora la funzionalità dell’endotelio, il tessuto che riveste l’interno dei vasi sanguigni e produce sostanze vasodilatatrici, importanti per mantenere la pressione bassa; inoltre sembra avere anche un effetto antiossidante diretto. Tutti e tre questi motivi spiegano perché il potassio, riducendo la pressione e proteggendo le arterie, possa diminuire anche il rischio di ictus”.

La dose giornaliera di potassio raccomandata è pari a circa 4 grammi. Via libera quindi ai legumi e alle banane ma anche ad alcuni frutti tipicamente estivi come le pesche e le albicocche, ricchi di potassio.

L’alimentazione è al centro della Giornata Mondiale dell’Ipertensione Arteriosa, che si celebra oggi 17 maggio. Come ha spiegato il presidente SIIA Alberto Morganti, “in questa giornata la SIIA organizzerà in molte città italiane punti di accoglienza dove verrà offerta ai cittadini la possibilità di misurare gratuitamente la pressione arteriosa”.

“Inoltre – ha aggiunto Morganti – saranno date informazioni su come prevenire i danni dell’ipertensione arteriosa con uno stile di vita più accorto. Attenzione particolare sarà posta sull’alimentazione, raccomandando la riduzione dell’apporto di sale e l’aumento dell’assunzione di potassio presente nella frutta e nei vegetali”.

Tuttavia, malgrado le raccomandazioni dei medici, i piatti degli italiani continuano ad essere troppo salati. Nove italiani su dieci introducono infatti ogni giorno in media 10 grammi di sale, il doppio della quantità giornaliera raccomandata. Solo il 14 per cento delle donne e appena il 4 per cento degli uomini non oltrepassano il limite di quotidiano di 5 grammi di sale. Delle regioni esaminate fino ad oggi, tutte hanno un consumo superiore ai 9 grammi negli uomini e a 7 grammi nelle donne adulte (35-79 anni). Maglia nera al Sud: in Basilicata, Calabria e Sicilia si introducono in media 2 grammi di sale in più al giorno, rispetto alla media dei 10 grammi.

Eppure con un cucchiaino da tè in meno di sale ogni giorno e si potrebbero evitare 67 mila casi di infarto all’anno, 40 mila ictus, con vantaggi sulla salute molto elevati.

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