Frodi alimentari: olio d’oliva, primo prodotto adulterato

Controlli e sequestri sono stati effettuati in tutta la Puglia dal Nucleo Agroalimentare in materia di tutela delle produzioni agroalimentari tipiche e contro le adulterazioni o le etichette ingannevoli. Nella provincia di Foggia in particolare si è svolta l’operazione ‘Olio sicuro’ con la duplice finalità di garantire la genuinità del prodotto della Daunia, tutelato dalla Denominazione Origine Protetta (Dop), e salvaguardare nel contempo gli interessi e la salute dei consumatori.

L’operazione ha portato al sequestro di oltre 3.500 litri di olio extravergine di oliva. Nel Foggiano sono stati sequestrati anche 2.600 Kg di pomodorini in salsa e passata di pomodoro in quanto privi di cartello identificativo e delle indicazioni per la rintracciabilità del prodotto.

Nella zona industriale di Modugno sono stati sequestrati 300 Kg di derrate alimentari di vario genere, prive di etichettatura e di indicazioni relative al produttore, oltre a una ingente quantità di salumi scaduti.

Sono stati controllati anche grossisti di frutta secca, mandorle, noci e olive: posti sotto sequestro circa 1.000 Kg di tali alimenti per i quali non era possibile risalire al produttore. Sono in corso controlli serrati anche nel settore dell’agricoltura biologica e degli ogm. Nel Barese in totale sono stati sequestrati circa 14 quintali di alimenti.

Nel Brindisino e nel Leccese le verifiche hanno accertato frodi su etichette dei prodotti ed utilizzo dei marchi Dop e Igp con sanzioni per oltre 33.000 euro e la denuncia di quattro persone.

Intanto la classifica stilata dalla US Pharmacopeial Convention (un’organizzazione statunitense no profit impegnata a sviluppare metodi analitici standardizzati per assicurare il massimo di identità, qualità e purezza agli ingredienti e ai supplementi alimentari) indica che gli alimenti più suscettibili di adulterazione sono: olio di oliva, latte, miele, zafferano, succo d’arancia, caffè e succo di mela.

Jeffrey Moore, che ha stilato la classifica, spiega che le frodi alimentari moderne possono essere più pericolose delle contaminazioni tradizionali, in quanto sono spesso realizzate con ingredienti non convenzionali in grado di sfuggire alle analisi.

Moore fa riferimento ad uno dei casi più drammatici degli ultimi anni, quello la melammina, che nel biennio 2007-2008 ha contaminato prima il cibo destinato ad animali domestici, e poi latte in polvere per bambini e altri prodotti, provocando almeno sei morti e l’intossicazione di migliaia di persone. La melammina non era prima percepita come sostanza pericolosa.

Jeffrey Moore riconosce la difficoltà di individuare tutte le frodi alimentari. A volte le adulterazioni vengono realizzate con sostanze indistinguibili rispetto a quelle sostituite, come è accaduto con la glicerina rimpiazzata dal glicole dietilenico nel vino, con l’anice cinese, innocuo, sostituito con quello giapponese, tossico o con alcune spezie rimpiazzate dal tetraossido o dal cromato di piombo, altamente tossici.

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