La floriterapia con i fiori australiani

In questi anni la floriterapia è divenuta una via di conoscenza che può essere vissuta a diversi livelli. Il primo livello è quello del mondo fisico e presuppone un approccio di tipo analitico o scientifico, ossia un modello di pensiero che è proprio della visione materialistica. In tale area è prevalente la logica razionale, che tende a separare e a incasellare per utilizzare in termini allopatici l’essenza floreale, considerata appunto come rimedio sintomatico. In questi ambiti si situano pure le conflittualità date dai diversi punti di vista circa la materia della floriterapia, non ancora accolta fino in fondo.

E così, nonostante il fatto che dal 1976 essa risulti inserita nell’elenco delle medicine complementari dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora molte le realtà che non ne tengono conto, ignorando che nel trattarla da «cenerentola» del mondo della cura ne stanno promuovendo la forza segreta. Infatti, ne possiamo cogliere il linguaggio sottile solo se diventiamo capaci di un livello superiore di coscienza.

La floriterapia, non valorizzata dal primo livello di conoscenza del mondo in cui viviamo, da oscura cenerentola diviene regina di un piano di coscienza che non è più solo frutto di qualche sapere, ma proviene dal sentire. Qui si presuppone un approccio di natura più consapevole e, soprattutto, aperto a un’indagine dell’universo non più rappresentabile secondo gli esclusivi parametri forniti dalla mente razionale, ma accessibile mediante «altri» sensi o qualità. Dunque grazie a una lettura d’insieme, a una prospettiva più alta dalla quale risulta un quadro più ampio e complesso della cosiddetta realtà. Il nuovo linguaggio della floriterapia richiede di accogliere la multidimensionalità insita in ogni forma vivente, dai minerali all’uomo, sino a riconoscere che tramite l’anima dei fiori si entra in una sorta di contatto percettivo con l’Anima Mundi. Da questo punto in poi si diviene capaci di lavorare con la floriterapia dell’anima.

Ma si deve partire dal fiore, elemento essenziale sul quale poggia tutta la floriterapia, e presupporre una conoscenza particolare e «altra» circa questo meraviglioso ponte energetico.

Dice in proposito Wilhelm Pelikan: Il Fiore è la più perfetta manifestazione soprasensibile della pianta nello spazio e nel tempo. È in base al fiore che si riconosce la pianta superiore, che la si classifica, che la si determina. Il Fiore è forma, colore, profumo. Le relazioni della pianta con il mondo degli animali (dotati di anima) indispensabili alla sua vita, come essa lo è alla loro, sono un’ammirevole solidarietà tra i regni naturali viventi. Questa solidarietà culmina nel fiore. L’animale possiede l’anima, la pianta è circondata dall’anima. La contemplazione percepisce il Fiore tutto avvolto da forze astrali (forze animiche).

La floriterapia australiana, per le sue qualità energetiche molto intense, ha il pregio di favorire l’integrazione dei due livelli, il fisico-denso con l’eterico-sottile, e imprime messaggi riequilibranti molto forti, rapidi ed efficaci su tutti i piani dell’essere umano. Quando ho potuto sperimentarla mi sono resa conto che rappresenta un modello vibrazionale della floriterapia contemporanea assai interessante e capace di soddisfare le esigenze di coloro che cercano risposte immediate e potenti anche sul piano fisico.

Al riguardo, il repertorio delle Australian Bush Flower Essences consente di cogliere i messaggi di presenze floreali totalmente autoctone, appartenenti al continente più antico della Terra.

Nel contemplare le immagini di fiori dai colori vivaci e dalle forme lussureggianti, emerge nella sua grandezza primordiale la selvaggia e pura forza del Deva della misteriosa terra australiana e dei suoi abitanti originari, gli aborigeni, i primi utilizzatori di tanta abbondanza naturale.
In quest’opera, da intendersi quale contributo alla divulgazione e alla conoscenza della floriterapia internazionale, si è cercato di offrire un punto di vista personale riguardante la ricerca di Ian White. L’obiettivo è stato quello di descrivere i meravigliosi fiori del bushland australiano e le loro qualità energetiche secondo una visione proveniente dalle più antiche vie di spiritualità orientale, ma con un linguaggio adatto all’Occidente. Sia, per coloro che amano la floriterapia e per tutti, un viaggio del cuore nell’Anima Mundi attraverso i fiori.

Tratto dal libro “La floriterapia con i fiori australiani”

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