Fegato: i problemi possono essere causati dai farmaci

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Non soltanto alcol e cibi grassi: tra i nemici del fegato vi sono anche i farmaci, che possono essere una delle cause all’origine di un’intossicazione epatica. “La tossicità dei farmaci sul fegato può dipendere da un iperdosaggio o da intolleranze individuali”, spiega Antonio Grieco, responsabile dell’Ambulatorio di malattie del fegato al Policlinico Gemelli. Vediamo nel dettaglio quali classi di farmaci sono le più coinvolte.

Intossicazione da farmaci antinfiammatori e antibiotici

I farmaci che ingeriamo generalmente vengono tutti metabolizzati (ovvero trasformati) dal fegato. Questo comporta che, in casi di sovradosaggi o interazione con altre molecole o condizioni individuali particolari, si possono verificare dei fenomeni di intossicazione.

Uno dei più comuni casi di sovradosaggio è quello da paracetamolo (Tachipirina®), solitamente usato come farmaco di prima automedicazione per abbassare la febbre.  Sono noti da decenni gli effetti tossici del paracetamolo. Come spiega il dottor Roberto Gava nel suo articolo “Come ridurre i danni della Tachipirina”, “il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: il glutatione. Quando questa molecola scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatotossica”. Eppure il paracetamolo viene consigliato tutt’oggi anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che sono poveri di sostanze antiossidanti (come, appunto, il glutatione).

La tossicità epatica può essere però legata anche ad altri principi attivi metabolizzati dal fegato, come gli antibiotici rifampicina e isoniazide, usati nella terapia antitubercolare.

Un altro problema è poi costituito dalle reazioni non prevedibili dovute alla sensibilità individuale, cioè al fatto che ciascuno di noi ha una diversa capacità di metabolizzare i medicinali. Si tratta di reazioni che possono colpire con qualunque farmaco:  abbastanza note sono le epatiti da nimesulide (Aulin®) , un antinfiammatorio non steroideo (FANS), oppure quelle dovute all’assunzione dell’antibiotico amoxicillina con acido clavulanico, uno dei più comuni antibiotici utilizzati sia dai medici che dai dentisti.

Come riconoscere un’epatopatia da farmaci: i sintomi

Come ha spiegato Antonio Gasbarrini, presidente della Fondazione italiana per la ricerca in epatologia, nelle epatopatie gli effetti tossici del farmaco possono manifestarsi anche a distanza di settimane o mesi dall’assunzione del medicinale, che oltre a un danno iniziale provoca una reazione che riguarda il sistema immunitario e si sviluppa con il tempo.

Un altro fattore che rende difficile riconoscere i sintomi di una epatopatia è che il fegato ha una buona capacità di recupero, per cui spesso i sintomi o sono lievi o sono molto comuni, come stanchezza, nausea, febbre e reazioni cutanee. Questi sintomi sono comunque i primi segnali che il corpo ci fornisce per comunicarci che qualcosa non va. È piuttosto difficile quindi ricollegare l’intossicazione all’uso di un farmaco e, proprio per questo motivo, le epatopatie da farmaci sono ancora sottostimate.

Come disintossicare dai farmaci il fegato: dieci suggerimenti

Ecco dieci regole da seguire per non intossicare il fegato:

  1. Non assumere medicinali senza consultarsi con il medico o il farmacista.
  2. Assumere farmaci da banco solo per pochi giorni, rivolgendosi al medico se non fanno effetto.
  3. attenersi alle prescrizioni mediche senza aumentare né ridurre le dosi. Non abbandonare terapie necessarie per timore di effetti collaterali sul fegato, il medico tiene conto del rapporto rischio-beneficio quando prescrive una terapia.
  4. Se si fa uso sporadico di medicinali, controllare una volta all’anno i valori degli enzimi epatici principali (ALT, AST, fosfatasi alcalina, GGT) con un esame del sangue.
  5. Se si segue una terapia cronica, fare i test degli enzimi epatici dopo 4-6 settimane dall’inizio della cura e ripeterli poi a cadenza regolare, secondo quanto indicato dal medico od ogni 6 mesi.
  6. Sono più a rischio di danni epatici da farmaci i bambini con meno di 4 anni, in cui il fegato non è ancora maturo, e gli anziani, che hanno un metabolismo rallentato e sono spesso costretti a prendere più di un farmaco. In questo caso prestate attenzione ai dosaggi, che si discostano da quelli previsti per una persona adulta.
  7. Sono a rischio anche tutti i pazienti con patologie epatiche, ad esempio il “fegato grasso” (steatosi epatica), perché le reazioni metaboliche avvengono già in partenza con una minore efficacia.
  8. I segni dell’intossicazione epatica da farmaci possono mancare o essere lievi e aspecifici; è opportuno fare tuttavia attenzione a sintomi di malessere come stanchezza, nausea, febbre se si stanno assumendo farmaci o si sono assunti di recente.
  9. Quando si prende un farmaco è utile appuntare in agenda inizio e termine della cura: alcune epatopatie da farmaci compaiono settimane o mesi dopo l’assunzione del farmaco.
  10. Come si risolve un’epatopatia da farmaci? Nella maggior parte dei casi, l’unica terapia prevede l’eliminazione del farmaco che provoca tossicità. È utile in questi casi tenere sotto controllo quello che si mangia, eliminando dalla propria dieta sicuramente cibi grassi e alcol che possono affaticare ulteriormente il fegato.

Fonti

  1. Meli, E. Il fegato lavora male? Può essere colpa dei farmaci. Corriere.it
  2. Almazroo, O. A., Miah, M. K., & Venkataramanan, R. (2017). Drug metabolism in the liver. Clinics in liver disease, 21(1), 1-20.
  3. Gava, R. Come ridurre i danni della Tachipirina. Robertogava.it
  4. AIFA. Nimesulide ed epatotossicità. Bollettino d’informazione sui farmaci XIV, nr.3, 2007.

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