Farmaci: allarme principi attivi contaminati

“Il mercato europeo è invaso per circa il 70 per cento da principi attivi che provengono da nazioni come Cina ed India, dove gli impianti sono lontani dal controllo delle autorità europee. Non è azzardato ritenere che oltre il 10 per cento dei farmaci in vendita sia composto da sostanze contaminate o comunque non pure”.

A lanciare l’allarme è Gian Mario Baccalini, Presidente di Aschimfarma (Federchimica), l’associazione nazionale dei produttori di principi attivi. “Di norma – spiega – un principio attivo deve essere puro al 95 per cento, ma circolano confezioni con sostanze pure solo al 70 per cento, che hanno un rischio tossicologico elevato”.

Per i principi attivi dei farmaci è “un ricorso diffuso agli acquisti presso siti produttivi, soprattutto in Cina ed in India che non vengono ne’ controllati, ne’ certificati da enti terzi”.

Il problema era già emerso nel 2008, quando un anticoagulante contaminato, l’eparina ‘cinese’, provocò 149 morti soltanto negli Stati Uniti. Più di recente grandi quantitativi di gentamicina, principio attivo di un noto antibiotico, sono stati ritirati in Germania. Nel nostro Paese i nuclei antisofisticazione dei carabinieri, hanno sequestrato partite di mesalazina, un diffuso antinfiammatorio intestinale, anche in questo caso adulterate.

Secondo Aschimfarma, la vera arma vincente sarebbe rendere obbligatori i controlli nei Paesi dove di fatto non esistono, finanziandoli con una tassa ad hoc sulle industrie farmaceutiche, come si fa negli Stati Uniti, e introducendo il mutuo riconoscimento con i certificati americani.

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