Farmaci online: necessari maggiori controlli

“Il caso di Barletta, con la morte di una giovane donna, ha riacceso l’allarme ed il dibattito sulla contraffazione e la commercializzazione dei farmaci. Il divieto di comprare e quindi vendere i farmaci online non basta più, tanto è vero che il commercio illegale in rete ha avuto una crescita esponenziale. È urgente intervenire con seri strumenti di controllo e repressione, per contrastare il commercio in rete di prodotti e sostanze pericolose per la salute. Si tratta, infatti, di un fenomeno estremamente rischioso, in forte espansione”. È quanto ha affermato in una nota Federconsumatori.

I carabinieri del Nas confermano la grande dimensione del mercato illegale: i compratori sono attratti dalla facilita’ dell’acquisto, dall’anonimato, dai prezzi bassi e dalla assenza della prescrizione. “Il business dei farmaci senza controllo va fermato con strumenti eccezionali tesi a prevenire contraffazioni ed abusi, ma anche a vigilare con controlli severi, poteri ispettivi e sanzionatori”, sottolinea Federconsumatori.

A circolare sul web sono soprattutto psicofarmaci, antidepressivi, tranquillanti, ipnoinduttori, diuretici, antiepilettici, steroidi e antiasmatici.

“Non tutti sanno che la vendita di farmaci online in Italia è vietata, eppure molti siti propongono la fornitura di medicinali. Se poi aggiungiamo che proprio i farmaci sono i prodotti più contraffatti sul web, ecco delineato un mercato paradossale sul quale le istituzioni come la Guardia di Finanza hanno un gran lavoro da sviluppare”. Lo ha spiegato il colonnello Umberto Rapetto, comandante del Gat, il Nucleo speciale frodi telematiche della guardia di Finanza.

Secondo i risultati di un progetto di campionamento realizzato da Aifa e Who, i farmaci acquistati su Internet dall’Italia – escludendo le farmacie completamente false (ovvero quelle dedite alla truffa informatica) – risultano contraffatti in oltre il 50% dei casi. Si tratta di negozi virtuali, che si approvvigionano di volta in volta da fornitori diversi, che producono senza alcuna conformità agli standard di qualità e sicurezza riconosciuti a livello mondiale.

In ogni caso l’Aifa ricorda che in Italia il fenomeno della contraffazione dei farmaci è pressoché inesistente: la percentuale dei farmaci contraffatti presenti sul nostro mercato è dello 0,1%, grazie soprattutto al sistema di tracciabilità del farmaco che consente il monitoraggio, attraverso il bollino a lettura ottica, di ogni singola confezione e alle attività di prevenzione e contrasto portate avanti ormai da diversi anni dalla task force IMPACT Italia. A livello mondiale la percentuale di medicine contraffatte sul mercato è del 6-7%, del 20-30% (con picchi del 50%) nei Paesi in via di sviluppo.

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