Farmaci e comportamenti illegali: maxi multa alla Glaxo Smith Kline

Il gigante britannico dell’industria farmaceutica Glaxo Smith Kline dovrà versare nelle casse dello Stato americano ben 3 miliardi di dollari per aver venduto alcuni farmaci antidepressivi senza aver ottenuto la licenza della Food and Drug Administration e per aver omesso di inserire le controindicazioni nelle confezioni di un farmaco antidiabete.

Il governo americano sottolinea che la cifra record non ha precedenti e conferma il “fermo impegno del governo per proteggere la salute degli americani e per far pagare le proprie responsabilita’ a chi froda le leggi sanitarie”.

Secondo quanto riferisce il New York Times, le accuse alla Glaxo sarebbero derivate da “racconti fatti da quattro dipendenti della GSK, incluso un ex manager del marketing e un vice-presidente regionale, che hanno passato al governo dettagli riguardanti un range di pratiche improprie che spaziano dalla fine degli anni ’90 alla metà del 2000”.

Il farmaco antidepressivo in questione si chiama Paxil, o Sexorat in Gran Bretagna, dove è stato “proibito per l’uso sui bambini perché provoca suicidi”. Sembra che la casa farmaceutica abbia particolarmente spinto per l’utilizzo di quest’ultimo farmaco sui piccoli, anche attraverso “un articolo su un journal che mal rappresentava i risultati di una sperimentazione clinica”.

Per quanto riguarda il farmaco antidiabetico Avandia, praticamente proibito nel 2010 dopo l’accertamento del fatto che provocasse rischi cardiaci, “l’azienda non ha consegnato i dati degli studi sui rischi di sicurezza alla FDA”.

In merito alla vicenda Andrew Witty, Ceo di Glaxo, ha dichiarato come il comportamento illegale del gruppo risale alle precedenti gestioni: ”Nonostante siano comportamenti che appartengono al passato, non potevano essere ignorati”, ha spiegato, sottolineando come l’azienda abbia ora ”appreso la lezione dagli errori compiuti”.

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