Farmaci buttati via: milioni di euro sprecati

Farmaci acquistati e poi non utilizzati, farmaci di cui si fa un uso eccessivo, che non si assumono correttamente o interrompendo la terapia rendendola inefficace o abusando dei farmaci senza che ce ne sia un reale bisogno. In Europa gli sprechi legati ai farmaci ammontano a 125 miliardi l’anno, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità.

In particolare, il “Rapporto OsMed 2013”, elaborato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei Medicinali, istituito presso l’Aifa-Agenzia italiana del farmaco, conferma il problema dell’uso inappropriato degli antibiotici.  Lo scorso anno il loro consumo è cresciuto del 3,5% rispetto al 2012. Se ne assumono di più, indicano i dati OsMed, in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

L’impiego non appropriato di antibiotici supera il 20% in tutte le condizioni cliniche, ma si arriva al 49,3% per la laringotracheite e al 36,3% per la cistite non complicata. “L’uso inappropriato degli antibiotici – spiega il direttore dell’Aifa, Luca Pani – non rappresenta solo un problema di costi a carico del Servizio sanitario, ma soprattutto un problema di salute pubblica, poiché favorisce l’insorgenza di resistenze batteriche con una progressiva perdita di efficacia di questi farmaci”.

Secondo le stime di Assosalute, Associazione nazionale dei produttori dei farmaci di automedicazione, ogni anno vengono distrutte circa 12 milioni di confezioni di farmaci da banco, per un valore di circa 30 milioni di euro. Ciò avviene per esempio, spiega il presidente Gaetano Colabucci, quando si riscontra un difetto del packaging, per cui le scatole non vengono messe in commercio; altri farmaci sono ritirati dal mercato perché prossimi alla scadenza. Fino a pochi mesi fa, inoltre, migliaia di confezioni integre venivano ritirate per aggiornare i foglietti illustrativi.

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