Farmaci anti-epatite C: si valuta rischio cancro e ricomparsa infezioni

I super-farmaci contro l’epatite C sono sotto la lente dell’autorità europea sui medicinali che sta valutando il rischio di cancro al fegato e di riattivazione di un’altra infezione, quella dell’epatite B, pericolo limitato ad alcune categorie di pazienti.

L’Agenzia Ema ha iniziato una revisione degli antivirali ad azione diretta Daklinza*, Exviera*, Harvoni*, Olysio*, Sovaldi* e Viekirax*. Il motivo è legato a casi di riattivazione dell’epatite B in pazienti infettati con virus dell’epatite B e C trattati con antivirali ad azione diretta per l’epatite C.

Come ricorda l’Ema fino a poco tempo fa gli interferoni rientravano nei regimi di trattamento per l’epatite C. Questi medicinali agiscono contro il virus sia dell’epatite B che C, che possono essere presenti allo stesso tempo in alcuni pazienti.

La revisione è stata avviata in seguito a casi di riattivazione di epatite B in pazienti infettati con virus dell’epatite B e C, e che sono stati trattati con antivirali ad azione diretta per l’epatite C. Per riattivazione dell’epatite B si intende una ricomparsa di infezione attiva in pazienti in cui l’infezione da epatite B era stata inattivata.

La revisione valuterà dunque l’entità della riattivazione dell’epatite B in pazienti trattati con farmaci antivirali ad azione diretta per la terapia del l’epatite C e valuterà se saranno necessarie misure per ottimizzare il trattamento.

Da questo mese sono inoltre disponibili i dati di uno studio relativo al rischio di cancro al fegato (carcinoma epatocellulare) che sembra ripresentarsi in pazienti in trattamento con antivirali ad azione diretta per l’epatite C. Dallo studio è risultato che questi pazienti erano a rischio di una precoce ricomparsa del cancro rispetto ai pazienti con epatite C che non erano stati trattati con antivirali ad azione diretta.

La revisione in corso da marzo è dunque finalizzata a valutare anche il rischio di cancro al fegato con questi farmaci.

Mentre il lavoro degli esperti è in corso – raccomanda l’Agenzia – i pazienti devono rivolgersi al loro medico o farmacista se hanno domande o dubbi.

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