Farmaci: raddoppiato il consumo in dieci anni

Gli italiani consumano sempre più farmaci. Secondo i dati raccolti dal Rapporto Nazionale OsMed 2010, redatto dall’ISS in collaborazione con l’AIFA, nel 2010 si è registrato un aumento del 2,7% nel consumo farmaceutico territoriale di classe A, cioè i farmaci rimborsati interamente dal Servizio sanitario nazionale. Ogni mille abitanti sono state prescritte 952 dosi di farmaco al giorno. In dieci anni, le dosi sono quasi raddoppiate: erano 580 per mille abitanti nel 2000.

Bimbi e anziani sono tra i soggetti che consumano più farmaci. Otto bimbi su dieci ricevono infatti in un anno almeno una prescrizione dal pediatra (per lo più per antibiotici e antiasma). Il dato resta alto nella prima adolescenza: tra 0 e 14 anni il 60-80% assume farmaci. Il consumo si riduce con gli anni.

L’analisi della prescrizione farmaceutica conferma che l’età è il principale fattore predittivo dell’uso dei medicinali: la spesa media di un over 75 è di circa 13 volte maggiore rispetto a quella di un giovane fra i 25 e 34 anni (la differenza diventa di 17 volte in termini di dosi). Se si guarda alla spesa, gli ‘over 65’ ne assorbono il 60%. Al contrario, nella popolazione fino a 14 anni, nonostante la ‘dimestichezza’ con i medicinali, si consuma meno del 3% delle dosi e della spesa. Infine, per ogni cittadino italiano la spesa per i farmaci è stata di 434 euro in un anno.

La Regione con la spesa pubblica per farmaci di classe A-SSN più alta è la Calabria con 268 euro pro capite, mentre quella con il valore più basso e’ la Provincia Autonoma di Bolzano (circa 153 euro). I farmaci del sistema cardiovascolare, con oltre 5 miliardi di euro, rappresentano in assoluto la categoria a maggior utilizzo, con una copertura di spesa da parte del SSN di oltre il 93%. Non si tratta di un primato solo per l’Italia, ma per molti altri paesi europei.

Seguono poi i farmaci gastrointestinali (12,9% della spesa), i farmaci del sistema nervoso centrale (12,7%) e gli antineoplastici (12,6%), questi ultimi erogati esclusivamente a carico del SSN, attraverso le strutture pubbliche (Asl, Aziende Ospedaliere, policlinici universitari etc.).

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