Troppi farmaci agli anziani: quali rischi?

La metà degli over 65 assume abitualmente oltre cinque farmaci, ma dopo un ricovero ospedaliero il carico di medicine aumenta ulteriormente e la maggioranza degli anziani si trova a prendere oltre sei tipi diversi di medicine ogni giorno. La conseguenza è che nel giro di tre mesi dal primo ricovero un anziano su cinque torna in ospedale per troppi farmaci.

È quanto dimostrano i dati del registro Reposi (Registro Politerapie Simi) della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), istituto Mario Negri e Politecnico di Milano secondo cui sei pazienti su dieci sono esposti al rischio di interazioni e reazioni pericolose per la salute a causa di prescrizioni inappropriate ed eccessive.

“Il carico – spiegano dalla SIMI – aumenta spesso senza che ve ne sia un reale bisogno, perché ad esempio a un paziente su quattro vengono prescritti inutilmente antidepressivi e a due su tre gastroprotettori senza una vera utilità”.

“L’aumento del pericolo di reazioni avverse – spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico di Milano – incrementa di conseguenza la probabilità di visite mediche, nuovi ricoveri e anche la mortalità”. I rischi riguardano l’aggravarsi di patologie esistenti, la comparsa di nuovi sintomi che portano a nuove prescrizioni e l’aumento della possibilità di commettere errori nel prescrivere un farmaco. Il risultato è che spesso gli anziani vengono curati troppo e male, assumono farmaci che non gli sono utili e non ricevono, invece, medicinali appropriati.

La priorità, sottolinea Mannucci, dovrebbe essere “una revisione critica del carico di farmaci per stabilire priorità terapeutiche e ‘tagliare’ quelli inutili o inappropriati”.

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