Fao: sicurezza alimentare a rischio

“Il diffuso degrado e la crescente scarsità delle terre e delle risorse idriche stanno mettendo a rischio un gran numero di sistemi di produzione alimentare chiave in tutto il mondo, costituendo una seria minaccia alla possibilità di riuscire a sfamare una popolazione mondiale prevista raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050″. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto della FAO.

Lo Stato Mondiale delle Risorse Idriche e Fondiarie per l’Alimentazione e l’Agricoltura (SOLAW) evidenzia che, sebbene negli ultimi 50 anni si sia registrato un notevole aumento della produzione mondiale, “in troppe occasioni tali miglioramenti sono stati accompagnati da pratiche di gestione delle risorse che hanno degradato gli ecosistemi terrestri e idrici dai quali la produzione alimentare stessa dipende“. Oggi gli ecosistemi “sono esposti al rischio di un progressivo deterioramento della loro capacità produttiva, a causa dell’effetto congiunto di un’eccessiva pressione demografica e di usi e pratiche agricole non sostenibili“, afferma il rapporto.

Gli ecosistemi a rischio si trovano in ogni parte del mondo, dalle montagne della Cordigliera Andina alle steppe dell’Asia Centrale, dal bacino fluviale del Murray-Darling al centro degli Stati Uniti. Al tempo stesso,  poiché la consapevolezza di tali strozzature nei sistemi di risorse naturali sta sempre più aumentando, la competizione per l’accesso all’acqua e alle terre diverrà “pervasiva”. Tale competizione comprende tanto quella tra utilizzatori urbani ed industriali tanto quella interna allo stesso settore agricolo, tra allevamento, colture alimentari, colture non alimentari e produzione di bio-combustibili».

Stanno aumentando scarsità dell’acqua, salinizzazione e inquinamento delle falde acquifere, degrado delle risorse idriche e degli ecosistemi egati all’acqua. Secondo il rapporto Fao.

Un altro grave pericolo  è rappresentato dal  cambiamento climatico che “andrà sempre più ad alterare le condizioni meteorologiche in termini di temperature, precipitazioni e portata dei fiumi, dalle quali dipende la produzione alimentare mondiale. Di conseguenza, la sfida di fornire cibo a sufficienza ad un pianeta sempre più affamato non è mai stata tanto grande, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, dove terre fertili, nutrienti del suolo e risorse idriche sono più scarsi”.

Secondo la Fao nel 2050 “la popolazione e i redditi in crescita costante richiederanno un aumento del 70% della produzione mondiale alimentare. Il che significa un miliardo di tonnellate di cereali e 200 milioni di tonnellate di prodotti d’allevamento da produrre in più ogni anno. Perché l’alimentazione possa migliorare e l’insicurezza alimentare e la sottonutrizione diminuire, la produzione agricola dovrà crescere in futuro più rapidamente della crescita della popolazione e dei relativi cambiamenti nei livelli di consumo. Oltre i 4/5 di tale miglioramento produttivo dovranno aver luogo in gran parte su terre già attualmente a coltura, tramite un’intensificazione sostenibile che faccia un uso efficiente delle risorse idriche e del suolo senza danneggiarli”.

Come sottolinea il rapporto, “sarà cruciale migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse idriche a fini agricoli, La maggior parte dei sistemi d’irrigazione in tutto il mondo sono gestiti al di sotto delle loro potenzialità. Una strategia che combini una miglior gestione dei sistemi di irrigazione, investimenti in conoscenze tecniche locali e in tecnologie moderne, maggiore formazione e sviluppo delle capacità, potrà migliorare l’efficienza nel consumo delle risorse idriche. In più, pratiche agricole innovative come l’agricoltura conservativa, le pratiche agro-forestali, i sistemi integrati di coltivazioni/allevamento e di irrigazione/acquacoltura promettono di aumentare la produzione in modo efficiente per combattere l’insicurezza alimentare e la povertà, limitando l’impatto sugli ecosistemi”.

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