Pressioni americane per gli Ogm in Europa?

“Gli Stati Uniti stanno spingendo l’Ue affinché adotti la stessa politica aperta nei confronti delle coltivazioni Ogm, nonostante la reticenza dei consumatori verso prodotti alimentari geneticamente modificati”. Lo ha dichiarato in un’intervista al quotidiano rumeno Adeverul il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, precisando di parlare a titolo personale.

“L’Europa ha sempre promosso un’agricoltura di qualità e a favore dei prodotti locali”. Secondo il Commissario Ue tali caratteristiche non possono essere soddisfatte dagli Ogm. Per quanto riguarda la Politica agricola comune (Pac), Ciolos sostiene che “i contadini dovrebbero poter scegliere ciò  che vogliono coltivare, inclusi gli Ogm, ma questo non deve condizionare chi vuole coltivare in modo tradizionale”.

Attualmente in Europa soltanto due tipi di Ogm possono essere coltivati per uso industriale: il mais Monsanto Mon810 e la cosiddetta “patata Amflora”, approvata nel marzo 2010. Intanto dieci altri prodotti hanno già iniziato la procedura d’autorizzazione europea, che una volta rilasciata è valida in tutti i 27 Stati Ue, sebbene questi possano porre restrizioni circostanziate alla loro coltivazione dentro i propri confini.

Secondo quanto emerso dal rapporto annuale sulle coltivazioni OGM nel mondo curato dall’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA), nel 2010 in Europa sono calati del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati. La superficie ogm si è ridotta a 91.643 ettari dei quali 91.193 coltivati a mais bt e 450 con patata Amflora da seme autorizzata nel corso dello scorso anno dall’Unione Europea.

Secondo la Coldiretti i dati emersi dal report confermano  la “crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, anche nei Paesi dove è ammessa, poiché nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica”.

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