Processo Eternit, magnate Schmidheiny condannato a 18 anni

Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è stato condannato a 18 anni di reclusione per disastro ambientale doloso e omissione dolosa di misure di sicurezza. In primo grado il manager della multinazionale dell’amianto era stato condannato a 16 anni.nel processo Eternit sulle vittime dell’amianto.

La sentenza estende la responsabilità di Schmideiny anche per le vittime di Bagnoli e di Rubiera, in Campania ed Emilia Romagna.

Per l’altro imputato, il conte belga Louis De Cartier, deceduto il 21 maggio scorso la Corte ha deciso il non luogo a procedere.
In aula a seguire il verdetto l’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi, il procuratore capo della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, il procuratore generale Marcello Maddalena, oltre a centinaia di parenti delle vittime provenienti da tutta Italia.

“Non vedo l’ora che sia finita, sono stanca per tutti gli anni che abbiamo lottato ma contenta che la pena sia stata aumentata”. È il primo commento ‘a caldo’ dopo la lettura della sentenza d’appello di Romana Blasotti, presidente dell’Associazione famigliari e vittime dell’amianto, donna simbolo nella lotta all’amianto. L’anziana – ha ottantaquattro anni – che ha visto morire di tumore cinque parenti e durante la lettura della sentenza ha avuto un malore: “Pensavo fosse stato assolto”.

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