Ebola spaventa il mondo. Cosa sapere dell’epidemia?

Non si arresta l’epidemia di Ebola in Liberia, Guinea e Sierra Leone. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il totale dei casi è salito a 8.914 e raggiungerà i 9mila entro la settimana. I decessi sono 4.447 e al momento si parla di un tasso di mortalità che sfiora il 70%, sebbene la diffusione del virus negli ultimi giorni sembri più lenta.

Ieri in Germania è morto il dipendente delle Nazioni unite ricoverato dopo essersi ammalato. L’ufficiale medico dell’Onu, di 56 anni e di nazionalità sudanese, aveva contratto il virus in Liberia e lo scorso 9 ottobre era stato trasferito per le cure nella clinica Saint Georges di Lipsia, nell’Est del paese. Si tratta del terzo contagiato dall’ebola ricoverato in Germania (un secondo viene curato a Francoforte sul Meno mentre un terzo era stato dimesso da un ospedale di Amburgo dopo cinque settimane di cure).

In Spagna le condizioni di Teresa Romero, l’infermiera contagiata, continuano ad essere “stazionarie nella gravità”, secondo l’ultimo bollettino medico, anche se le possibilità di guarigione sono maggiori a partire da oggi.

In Belgio intanto rientra l’allarme per il paziente messo in isolamento all’ospedale specializzato di Bruxelles Saint Pierre. L’uomo non ha più la febbre, che è scesa da sola, e potrebbe non trattarsi di ebola.

Anche negli Usa si diffonde la paura, tra psicosi da contagio e casi accertati. In Texas un secondo operatore sanitario è risultato positivo al test dell’ebola. Si tratta del secondo caso di contagio registrato al Texas Presbyterian Hospital di Dallas: anche in questo caso, come in quello di un’infermiera dello stesso ospedale, si tratta di una persona che ha seguito il “paziente zero” Thomas Ducan, il liberiano morto l’8 ottobre.

Per discutere dell’emergenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito e gli Usa stanno pensando ad un superministro `ad hoc´ per affrontare la situazione.

Per fermare il contagio di Ebola ed evitare nuovi casi in Europa “occorre potenziare la risposta da parte dei Paesi dell’Unione europea e dalla comunità internazionale”. È quanto afferma un funzionario della Commissione europea sulle misure allo studio per fermare il contagio del virus. Al momento, sottolinea, “non si tratta di una pandemia, perchè non corrisponde ai parametri internazionali ed è limitato a tre Paesi in Africa”.
Secondo un report tecnico dell’European Center for Diseases Control, è fondamentale “rafforzare e rendere più efficaci i controlli in uscita dai tre Paesi focolai di ebola”.

CHE COS’E’ EBOLA? (1)
Ebola è un virus il cui materiale genetico va incontro a mutazioni non particolarmente rapide e contiene solo sette geni. Finora sono stati isolati cinque ceppi diversi del virus, dei quali quattro sono letali per l’uomo.

Come attacca la cellula?
Attacco e penetrazione: per entrare nelle cellule il virus utilizza la proteina TIM-1 che si trova nei tessuti epiteliali e a quel punto penetra nel citoplasma della cellula.
Svestimento: perdita degli involucri virali ed esposizioni dell’acido nucleico.
Replicazione: all’interno della cellula infettata il virus si replica e alla lisi della cellula si diffonde alle cellule contigue.

Quali sono i sintomi?
7-9 giorni: mal di testa, affacaticamento, febbre, dolore muscolare.
10 giorni: febbre alta, vomito di sangue, comportamento passivo.
11 giorni: lividi, danni cerebrali, sanguinamento
12 giorni: convulsioni, emorragia interna, morte.

Come si trasmette?
In Africa i pipistrelli della frutta sono ospiti naturali per il virus ebola e lo possono trasmettere ad altri animali.
. Si trasmette attraverso il contatto diretto (attraverso ferite della pelle o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma)
. Il consumo di carne di animali selvatici infetti
. Toccando gli oggetti che sono venuti a contatto con le secrezioni del paziente infetto.

Come non si trasmette il virus?
L’ebola non si diffonde tramite aria, acqua o cibo. Le persone a più alto rischio sono gli operatori sanitari e le famiglie in contatto con i malati.

Secondo un report del 6 ottobre del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) il virus Ebola può essere trasmesso da un soggetto infetto attraverso l’attività sessuale non solo a partire dal momento della comparsa dei sintomi tipici della malattia (Evd), come la febbre, ma in casi particolari anche prima della comparsa dei sintomi e dopo l’avvenuta guarigione del paziente. A rischio sono i rapporti sessuali fino a due mesi dopo l’avvenuta guarigione. Un ulteriore serbatoio della malattia, riferisce l’Ecdc, è “il latte materno”. Il Centro aveva già raccomandato agli Stati membri Ue di escludere dalle donazioni di sangue, organi, tessuti e cellule, “le persone che si siano recate negli ultimi 60 giorni nei paesi a rischio”.

1. Fonte: “Ebola, tutto quello che c’è da sapere sul virus”

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