Quanto dormire per stare bene?

Quante ore bisognerebbe dormire ogni notte per stare bene? Secondo le tabelle stilate dal dipartimento della salute degli Stati Uniti per i neonati si va dalle 16-18 ore al giorno, per i bambini in età prescolare 11-12 e fino ai 10 anni servono almeno 10 ore al giorno.  

Negli adolescenti si rimane attorno a 9-10 ore per calare a 7-8 in adulti e anziani. Per la National sleep foundation americana per gli adulti le ore possono arrivare a 9. Eppure a causa di impegni o di cattive abitudini che interferiscono con il ciclo sonno-veglia questo numero di ore resta irraggiungibile.

Anche recuperare durante il weekend le ore perse non è la soluzione giusta. Se si dorme per 5 ore a notte per 5 giorni a settimana il nostro “debito” di sonno sarà di 10 ore e ciò ci costringe a lunghe ore a letto il sabato e la domenica mattina sballando il nostro orologio interno che regola il ciclo sonno – veglia e ciò, inevitabilmente, ci impedirà di addormentarci la domenica sera.

Quando si dorme bene ci si ammala meno. Il corpo, infatti, durante la notte produce le citochine, proteine che aiutano il sistema immunitario a combattere le infezioni. Molti studi associano l’epidemia di diabete di tipo 2 con il poco sonno, per la scarsa produzione di leptina durante la notte, responsabile della diminuzione dell’appetito.

Una delle regole principali per dormire bene è quella di limitare l’esposizione alla luce – cellulari, computer e tv – nelle ore serali. Se non se ne può fare a meno è necessario scegliere dispositivi che permettano di regolare la luminosità impostando la funzionalità notturna. Meglio evitare di usarli a letto. In caso di rumori, i tappi per le orecchie possono rappresentare un ottimo rimedio.

Bagno caldo e doccia prima di dormire sono sconsigliati a coloro che soffrono della problemi di circolazione sanguigna, pressione bassa, e della sindrome delle gambe senza riposo un disturbo molto diffuso che implica il bisogno irrefrenabile di muovere le gambe.

In Italia gli insonni sono 12 milioni. Chi non dorme ha problemi di concentrazione e di relazione come spiega Francesco Fanfulla, direttore del centro di medicina del sonno della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia e vicepresidente dell’Aims, associazione italiana medicina del sonno.

“La diagnosi di insonnia c’è quando il paziente presenta difficoltà di addormentamento oppure di mantenimento del sonno (presenza di frequenti e prolungati risvegli o risveglio precoce) pur in presenza di condizioni di sonno ottimali. Durante il giorno è affaticato, soffre di calo dell’umore o irrequietezza, difficoltà di concentrazione o deficit della memoria, calo delle performance sociali, familiari, lavorative o accademiche, ha disturbi comportamentali quali aggressività, presenteismo, impulsività, maggiore propensione agli errori e agli incidenti. Se non si dorme bene almeno tre notti a settimana bisogna ricorrere a uno specialista”.

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