Doping: 4 arresti per false certificazioni e sostanze dopanti

I carabinieri della sezione Antidoping del Reparto Analisi con il supporto del Nas di Napoli hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di commercio di sostanze dopanti e associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, falsificazione di certificati medici sportivi e reati di natura fiscale.

L’operazione ha permesso di individuare che tali attività erano presenti sia nel mondo sportivo professionistico che in quello amatoriale, con un coinvolgimento complessivo di 12 indagati.

Le misure restrittive, due in carcere e due agli arresti domiciliari, nonché 4 perquisizioni sono state eseguite in provincia di Napoli, dove le attività  illegali avevano la maggiore insistenza. Ulteriori perquisizioni, sempre ordinate dalla medesima Procura di Massa, sono state condotte nelle province di Pisa, Prato e Latina. L’operazione ha permesso di individuare due segmenti criminosi nell’ambito del mondo sportivo, sia professionistico che amatoriale, con un coinvolgimento complessivo di 12 indagati.

Come riferito dagli investigatori, un primo gruppo era capeggiato da un ex ciclista professionista. Il gruppo, in base a quanto emerso dalle indagini, aveva costituito una rete illecita di approvvigionamento, distribuzione e somministrazione di sostanze dopanti ad atleti e sportivi.
Nel corso delle indagini sono state sequestrate 200 tra fiale e confezioni di medicinali a base di eritropoietina (Epo), ormoni e corticosteroidi, albumina umana (utilizzata come mascherante ai controlli antidoping), tutte sostanze vietate nella pratica sportiva, nonché numerosi farmaci di provenienza illecita e dispositivi medici (aghi, siringhe, flebo) per l’assunzione.

Come emerso dalle indagini, i clienti, reclutati nel mondo sportivo soprattutto ciclistico amatoriale, erano oggetto di visite ed analisi empiriche da parte degli indagati, condotte in totale assenza del titolo abilitativo di tecnico ortopedico o podologo e di alcuna preparazione medica.

Un secondo segmento investigativo ha permesso di delineare e smantellare un’associazione per delinquere finalizzata alla sistematica falsificazione di certificazioni mediche, in particolare per l’idoneità all’attività sportiva agonistica, nonché all’esercizio abusivo della professione medica ed alla commissione di reati di natura fiscale.

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