Donna morta a Barletta: sotto accusa il nitrito di sodio

Nitrito di sodio, e non sorbitolo, sarebbe la sostanza che lo scorso 24 marzo ha ucciso Teresa Sunna la ventottenne deceduta dopo aver bevuto una sostanza, venduta su internet come sorbitolo, prima di sottoporsi al Breath test per verificare l’intolleranza al lattosio in un ambulatorio privato di Barletta.

Per la morte della donna sono iscritti nel registro degli indagati i nomi di tre persone per cooperazione in omicidio colposo. Sono il medico che aveva in cura la paziente, il titolare dello studio medico di Barletta in cui doveva essere fatto l’esame e l’impiegato che materialmente ha acquistato tramite eBay il sorbitolo. Tutti e tre sono sotto choc e respingono le accuse.

Il medico avrebbe acquistato il sorbitolo, che è un additivo alimentare, via Internet dal mercato inglese. La stessa sostanza era stata somministrata dal medico ad altre due pazienti, entrambe fuori pericolo: una perché ha subito vomitato in quanto la sostanza era molto salata; l’altra perché è stata condotta in tempo in ospedale dove le è stato somministrato un antidoto.

Nei prossimi giorni l’esame tossicologico dovrà confermare i sospetti degli inquirenti che ritengono che alle donne, anziché l’innocuo sorbitolo (che è uno zucchero), sia stato dato del nitrito di sodio concentrato al 70%. Si tratta di una sostanza tossica che uccide se è ingerita con dosi superiori a 1,5 grammi: alle pazienti invece, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sono stati somministrati ben circa cinque grammi a testa.

Il procuratore di Trani e il sostituto hanno avviato ora accertamenti per rintracciare tutti gli acquirenti che hanno ordinato tramite eBay confezioni da cinque chilogrammi di falso sorbitolo. Intanto Ebay ha sospeso le vendite online di sorbitolo in tutto il mondo. Sulla vicenda è intervenuto il ministro della sanità, Renato Balduzzi, che ha sottolineato che sui prodotti contenenti sorbitolo “non ci sono le condizioni per un allarme sanitario generalizzato” e ha chiarito che la situazione “é attentamente sotto controllo”. “Il vero problema, quello sul quale ci stiamo impegnando – spiega il procuratore – è di individuare se ci siano state attività di manomissione di questo sorbitolo”.

Quello di Barletta, ha spiegato il ministro della Salute Balduzzi, “è un episodio gravissimo ma che dovrebbe essere circoscritto. Non c’è alcun allarme sanitario. Uso il condizionale perché stiamo attendendo i risultati completi delle analisi, ma allo stato non esiste alcuna contaminazione”.

Il ministro ha sottolineato che quello di Barletta è un caso di doppia irregolarità. “Prima di tutto a Barletta e’ stato usato del sorbitolo industriale in modo improprio. In secondo luogo dalle informazioni che ci arrivano dalla regione Puglia sembra che l’ambulatorio non fosse nemmeno autorizzato”. Nel nostro Paese evidenzia Balduzzi “abbiamo un buon sistema di monitoraggio” ma “è chiaro che i controlli vanno potenziati”. La vendita online dei farmaci “è oggi già vietata”.

In Italia la vendita dei farmaci online è vietata. Le farmacie autorizzate possono vendere soltanto integratori, tra i quali rientra anche il sorbitolo, oppure prodotti estetici ma non medicinali veri e propri. Tuttavia, come ha sottolineato Balduzzi, non è facile impedire il commercio on-line.

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