Test cosmetici sugli animali da oggi vietati in Europa

Scatta oggi nell’Unione europea il divieto di test cosmetici sugli animali. Il divieto riguarda anche le  sostanze utilizzate per confezionare creme, shampoo, profumi e quant’altro. A partire da oggi, 11 marzo, dovranno essere rigorosamente ‘cruelty-free’ non soltanto i prodotti finiti ma anche le materie prime – sviluppate in Europa o importate – che vengono utilizzate per realizzarli.

“Il divieto imposto nell’Unione Europea – ha dichiarato Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – segnerà una pagina importante a livello mondiale per il superamento dei tanti, troppi, e spesso inutili esperimenti fatti sulla pelle degli animali: le aziende cosmetiche utilizzeranno altri metodi per testare i vari prodotti, diventando così un esempio per tutti i settori che continuano, invece, ad utilizzare lo strumento della sperimentazione infliggendo agli animali terribili sofferenze”.

Legambiente torna così a ribadire il no all’obbligo di sperimentazione animale. “Sono ancora troppi in tutto il mondo – ha aggiunto Muroni – gli animali inutilmente usati come cavie da laboratorio, senza con ciò garantire maggiore sicurezza per la salute e l’ambiente. Ci auguriamo pertanto che il divieto imposto dall’Ue alle imprese cosmetiche, settore all’avanguardia nella ricerca senza utilizzo di animali, apra una profonda riflessione anche negli altri Paesi, negli altri settori economici e ancor più nel mondo della ricerca affinché capiscano ciò che i cittadini chiedono loro: ossia maggiore rispetto per gli animali e garanzia di solidità e ripetibilità di nuove conoscenze, cosa che la sperimentazione animale sempre più spesso non offre.

L’Europa lo ha capito, ora spetta agli altri Paesi rompere questo tabù e perseguire la strada dell’innovazione”.
“Indubbiamente – ha sottolineato poi l’Enpa – la messa al bando dei test sugli animali nel settore cosmetico rappresenta una svolta epocale, un importante passo avanti, che permettera’ di salvare la vita a centinaia di migliaia di esseri senzienti. Ma la nostra battaglia non finisce qui perche’ ogni anno milioni di animali continuano ad essere sacrificati per altri tipi di esperimenti, anche medici, in nome di un modello che – lo ricordiamo – non è mai stato validato scientificamente”.

“E – aggiunge – che non può essere assolutamente applicabile all’uomo, come dimostrano sia i numerosi ricercatori che ne hanno contestato le fondamenta, sia le migliaia di persone che hanno perso e continuano a perdere la vita a causa degli effetti collaterali di farmaci che paradossalmente avrebbero dovuto essere sicuri proprio perché testati sugli animali. Dire no alla sperimentazione significa dunque non solo salvare la vita di milioni di esseri viventi ma favorire il vero progresso della scienza medica attraverso la ricerca di terapie veramente efficaci per la salute dei pazienti”.

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