Ravenna, tracce di diossina nel latte materno. Inceneritori sotto accusa

A Ravenna tracce di diossina altissime (i valori superano anche di quattro volte i limiti di legge) sono state scoperte nel latte di due mamme. A lanciare l’allarme è stato il Movimento 5 Stelle che un anno fa ha chiesto al consorzio Inca di Marghera di analizzare due campioni di latte materno provenienti da due donne di Savarna e di Porto Corsini non fumatrici e residenti nelle località da più di cinque anni.

“Le due località scelte – ha sottolineato Pietro Vandini, capogruppo dei grillini – si trovano entrambe all’interno dell’area di ricaduta delle diossine prodotte dall’inceneritore di Hera. Inoltre risentono dell’influenza del polo chimico. Con queste analisi vogliamo mostrare che, anche se le emissioni di un impianto rispettano i limiti di legge, questo non significa che determinate sostanze ‘spariscano’: al contrario, si accumulano ed entrano nella catena alimentare”.

“I dati non lasciano spazio a dubbi — ha aggiunto Pietro Massaroli, responsabile salute del Movimento 5 stelle –  la quantità di diossina è sufficiente a causare patologie”. Ecco perché i grillini hanno chiesto al sindaco di disporre un biomonitoraggio su larga scala, affidando ad Ausl e Arpa gli approfondimenti del caso.

“La diossina è il più pericoloso tra i veleni, ed è per questo che diremo sempre no alla costruzione di nuovi impianti di combustione. Chiediamo inoltre la chiusura degli inceneritori a favore di una gestione dei rifiuti alternativa: non pretendiamo che il cambiamento avvenga in un giorno, ma dobbiamo iniziare a costruire un nuovo modello”, ha sottolineato Vandini.

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