La dieta perfetta per contrastare l’invecchiamento: al via il progetto Nu-Age

È stato ufficialmente inaugurato ieri il progetto denominato Nu-Age ideato dall’Università di Bologna con l’obiettivo di trovare la dieta perfetta per gli over 65. Si tratta del più imponente programma di ricerca mai messo in campo dall’Unione europea per studiare gli effetti dell’alimentazione sull’invecchiamento. Coordinato dall’immunologo Claudio Franceschi dell’Alma Mater, Nu-Age scommette sulla possibilità di rallentare e contrastare il processo di invecchiamento sia fisico che mentale grazie ad un’alimentazione sana e completa.

L’ambizioso obiettivo è quello di gettare le basi di un’ampia conoscenza integrata per la sviluppo e la promozione di una vasta gamma di cibi e stili alimentari che favoriscano la salute in età avanzata.

“L’idea scientifica di fondo – ha spiegato Franceschi – è che il principale fattore di rischio per tanti problemi quali diabete, aterosclerosi, Alzheimer è proprio l’invecchiamento che si caratterizza fisiologicamente con un’infiammazione cronica di fondo, a bassa intensità che possiamo chiamare inflammageing. Se troviamo il modo di controllare questa infiammazione, possiamo sviluppare un approccio preventivo globale che contrasti simultaneamente tutte queste malattie, invece di affrontarle separatamente, una ad una”.

Il progetto coinvolgerà circa 30 istituzioni, tra università, centri scientifici e aziende alimentari, e 1250 volontari provenienti da 5 Paesi (Italia, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia). I partecipanti seguiranno per un anno una dieta speciale realizzata dal gruppo di ricerca. I dati verranno quindi analizzati dagli esperti nel corso dei 4 anni successivi.

Alla base del regime alimentare pensato per gli ultra-sessantacinquenni c’è la dieta mediterranea. In aggiunta verranno studiati i cosiddetti “alimenti rinforzati”, cioè preparati con aggiunta di elementi, come le vitamine B12 e la D, che contrastano gli effetti negativi dell’invecchiamento (indebolimento delle ossa, arteriosclerosi, diabete, Alzheimer, ecc.).

Il progetto nasce da un dato di fatto: l’invecchiamento della popolazione. La popolazione europea sta infatti sensibilmente invecchiando al punto che si stima che nel 2030 gli over 65 passeranno dall’attuale 25% a ben il 40% della popolazione.

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