Costo del cibo più alto: 44 milioni di nuovi poveri

L’aumento del costo del cibo, da giugno 2010, ha spinto alla povertà 44 milioni di persone e, se i prezzi continueranno a salire, altre 34 milioni di persone saranno a rischio.  A livello globale il costo del paniere dei beni alimentari è aumentato in termini reali del 48% solo nell’ultimo anno.

A lanciare l’allarme è il segretario generale di ActionAid Italia in occasione dell’apertura del G20 agricolo di Parigi. “Per evitare una nuova crisi alimentare è indispensabile che i paesi del G20 adottino subito adeguate misure per stabilizzare i prezzi del cibo”.

Fra le misure che potrebbero essere adottate, l’eliminazione dei sussidi e la riduzione degli alti target di produzione di biocarburanti imposti a livello nazionale e regionale. Come ha spiegato De Ponte, “paesi come gli Stati Uniti destinano oramai il 40% delle coltivazioni cerealicole alla produzione di biocarburanti”. “Ma i biocarburanti non sono la risposta alle crisi energetica e climatica, rappresentando invece un potenziale pericolo per l’ecosistema e per la sicurezza alimentare di milioni di persone”.

È necessario inoltre introdurre un sistema di riserve alimentari su base nazionale e regionale al fine di affrontare le emergenze e ridurre la volatilità, assicurando così un’offerta costante a prezzi accessibili. “L’utilizzo delle riserve – continua De Ponte – potrebbe sostenere l’aumento della domanda nei periodi di sovrapproduzione, evitando che il prezzo scenda, e garantire l’immissione nel mercato di beni alimentari a prezzi calmierati durante i periodi di calo dell’offerta”.

“I paesi G20 – conclude De Ponte – non aspettino una nuova crisi alimentare per prendere delle decisioni”.

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