Le connessioni tra cibo e cervello

Sappiamo quanto l’alimentazione giochi un ruolo centrale nel corretto funzionamento del nostro organismo in tutte le sue componenti, tra cui anche il cervello. Il cibo che ingeriamo, infatti, contiene delle informazioni da cui dipende la nostra capacità di gestire lo stress e altri disturbi legati all’umore.

Gli acidi grassi omega-3, contenuti in grandi quantità nel pesce, non solo sono fondamentali per garantire le corrette funzioni cerebrali, ma si ipotizza che agiscano nella prevenzione di stati come ansia, iperattività e scarsa capacità cognitiva. Sembra, inoltre, che un maggior consumo di omega-3 favorisca un aumento di concentrazione della dopamina, il neurotrasmettitore del “buonumore”.

Non bisogna nemmeno sottovalutare l’importanza delle proteine a partire dalle quali vengono prodotti neurotrasmettitori, come la già citata dopamina, o la norepinefrina e l’epinefrina, che sono collegati alla corretta regolazione dell’umore. Per facilitare il sonno, prevenire gli stati d’ansia e per un maggior senso di serenità, sono utili anche il magnesio, la vitamina B6 e la vitamina D.

Gli alimenti possono avere anche effetti negativi sul cervello. Un eccesso di zuccheri e di cereali raffinati porta a dei continui sbalzi della glicemia che portano a dei corrispettivi sbalzi nell’umore. Ansia e depressione possono essere, invece, gli effetti di un eccessivo consumo di caffè. Anche il glutine, la proteina contenuta nella maggior parte dei cereali, è sott’esame: contiene grandi quantità di glutammato e gluteomorfine che agiscono in modo negativo sul cervello. Da questo punto di vista merita una riflessione anche un eccessivo consumo di latte che contiene le caseomorfine che funzionano come le gluteomorfine sul nostro sistema nervoso.

Fonte: filippo-ongaro.it

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