Contro lo spreco di cibo si mobilitano i Comuni

Secondo gli ultimi dati resi noti dalla Fao, un terzo degli alimenti destinati alla nostra nutrizione (pari a 1,3 milioni di tonnellate) finisce ogni anno nella spazzatura, sebbene siano ancora perfettamente commestibili. Se si recuperassero tutti gli scarti, si potrebbe dare da mangiare, per un anno, a metà dell’attuale popolazione mondiale: 3 miliardi e mezzo di persone.  Un cittadino europeo o americano getta nel cestino circa 115 chili all’anni di pasta, carne, formaggi, verdure.

Gli italiani sprecano l’equivalente di 37 miliardi di euro di spesa, quanto basterebbe per nutrire una popolazione di 44 milioni di persone. Solo lo spreco alimentare vale nel nostro Paese il 2,3% del Pil, dieci volte la percentuale che lo Stato impiega per lo sviluppo del turismo o per finanziare i beni culturali. Ogni famiglia getta infatti nella spazzatura 1.600 euro l’anno di cibo andato a male o semplicemente non consumato.

Come evitare dunque lo spreco di cibo?
Il prossimo 29 settembre verrà siglato un accordo tra 100 amministratori del Nordest per ridurre gli sprechi di cibo. La campagna di sensibilizzazione Nordest Spreco Zero ha infatti l’obiettivo di coinvolgere 100 sindaci del territorio per la sottoscrizione della “Carta Nordest Spreco Zero” .

È prevista dalla Carta la messa in pratica immediata di alcune indicazioni della Risoluzione europea contro lo spreco alimentare, per contribuire a realizzare l’obiettivo al 2025 di dimezzare gli sprechi. Gli amministratori, in particolare, si impegnano a sostenere tutte le organizzazioni pubbliche e private che recuperano, a livello locale, i prodotti invenduti e scartati lungo la catena agroalimentare per poi ridistribuirli gratuitamente ai cittadini al di sotto del reddito minimo.

È inoltre prevista la modifica delle regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, privilegiando le imprese che garantiscono la ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti e che promuovano azioni di riduzione degli sprechi e l’utilizzo di prodotti locali. La Carta anche prevede l’istituzione di programmi e corsi di educazione alimentare di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia.

Inoltre Regioni, Province e Comuni firmatari si impegnano a promuovere a livello nazionale la regolamentazione delle vendite scontate dei prodotti alla data di scadenza o difettoso; l’introduzione della doppia data di scadenza sulle etichette alimentari (quella commerciale che indica che non si può vendere il prodotto oltre una certa data, e quella del consumo); l’istituzione di un osservatorio dello Spreco Zero.

“La crisi globale, paradossalmente, può offrire un’occasione di cambiamento e in questo senso la società civile può dare un indirizzo importante alle forze politiche ed economiche – ha spiega l’agroeconomista Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e curatore scientifico della campagna europea ‘Un anno contro lo spreco’ – la Carta Nordest Spreco Zero è un esempio importante: formulata sulla base di una dichiarazione congiunta di cittadini, esperti e operatori, verrà adottata dai pubblici amministratori e diventerà buona prassi quotidiana per i cittadini ammnistrati. Le nostre azioni, anche se piccole, possono veramente portare a un mondo nuovo”.

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