Pubblicità ingannevole: colossi alimentari sanzionati dall’Antitrust

Danone, Colussi, Galbusera. Questi alcuni dei grandi gruppi alimentari finiti nel mirino dell’Antitrust per pubblicità ingannevole, comminando sanzioni per complessivi 340 mila euro.

Yogurt con più calcio, biscotti e prodotti da forno con meno grassi e “più leggeri”, slogan pubblicitari che confondono il consumatore, fuorviandolo da scelte consapevoli al supermercato.

Uno yogurt della Danone induce all’acquisto i consumatori particolarmente preoccupati della carenza di calcio nella propria dieta alimentare. Per questo il Garante della concorrenza ha deciso di comminare al colosso alimentare una sanzione da 180mila euro per pratica commerciale scorretta.

Come si legge nell’ultimo bollettino dell’Autorità, la pubblicità del prodotto “é in grado di falsare le scelte economiche di una fascia di consumatori sensibili alle tematiche salutistiche, particolarmente attente alle opportunità di risolvere con un alimento, la carenza di calcio paventata”.

L’Antitrust ha poi considerato ingannevoli le informazioni nutrizionali indicate per alcuni prodotti (cracker e biscotti) dalla Galbusera, multata con una sanzione da 60mila euro. Secondo l’Autorità, viene assicurata una inferiore quantità percentuale di grassi senza indicare il termine di raffronto utilizzato. Lo stesso per un tipo di biscotti reclamizzati come “più leggeri”.

La Colussi, infine, dovrà pagare una sanzione di 100mila euro anche in questo caso per avere diffuso messaggi pubblicitari con vanti nutrizionali di tipo comparativo mancanti di raffronto e privi delle tabelle analitiche di raffronto.

“Non si tratta di attaccare l’industria alimentare, ma di far loro riflettere sulle corrette modalita’ di fornire informazioni ai consumatori. Dobbiamo arrivare al punto che quando si dichiara una proprieta’ salutistica in etichetta, questa virtu’ deve essere comprovata da studi scientifici”.  Giorgio Calabrese, nutrizionista della Cattolica a Piacenza, ha commentato così le sanzioni comminate oggi per complessivi 340mila euro dall’Antitrust a noti gruppi alimentari (Danone, Colussi, Galbusera) ”per pubblicità ingannevole”.

Secondo il nutrizionista, i produttori “andrebbero educati a dare una giusta notizia. Farli riflettere sulla necessita’ di comprovare scientificamente il valore salutistico degli alimenti portati in commercio. Se sono convinti degli aspetti funzionali dei prodotti innovativi, devono presentare idonei studi che certifichino i cosiddetti ‘health claims’ e consentire cosi’ scelte d’acquisto pienamente consapevoli”.

Ricordiamo che nel 2011, l’Efsa rilevò che trova un fondamento scientifico solo una dicitura ‘salutistica’ su cinque tra i prodotti alimentari.

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