CO2: l’anidride carbonica rende i cibi meno nutrienti

L’anidride carbonica danneggia gli alimenti e, di conseguenza, la salute umana. In particolare L’aumento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera minaccia direttamente la produzione agricola a causa di un calo di alcune sostanze nutrienti contenute nei vegetali. È quanto emerge da uno studio della Scuola di Sanità pubblica di Harvard.

L’allarme riguarda in particolare zinco e ferro, indispensabili per l’alimentazione umana, la cui concentrazione diminuirà in modo allarmante in determinate specie di cereali e legumi.

Considerato che le carenze alimentari sono già responsabili di oltre 60 milioni di decessi nel mondo, si tratta della minaccia sanitaria “più grave legata al riscaldamento globale mai identificata”.

Lo studio ha riguardato 41 specie differenti di cereali e legumi, sottoposti a concentrazioni di CO2 simili a quelle previste per il 2050: il risultato è stato un netto calo (fino al 10%) del contenuto proteico, di zinco e di ferro per cereali, e dei soli metalli nei legumi. Alcune varietà di riso, invece, si sono rivelate più resistenti, così come il mais e il sorgo, che utilizzano un diverso meccanismo molecolare per fissare il carbonio.

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