Claustrofobia: chi ne soffre ha un’errata percezione spaziale

Attacchi di panico, senso di oppressione, difficoltà di respirazione, iperventilazione e nausea sono i disturbi che colpiscono alcune persone quando si trovano in luoghi chiusi o troppo affollati come ascensori, sotterranei e metropolitane. Uno studio della Emory university, pubblicato dalla rivista Cognition, ha recentemente scoperto che chi soffre di claustrofobia ha  un’errata percezione dello spazio intorno a sé che fa sì che i soggetti con la paura degli spazi stretti non valutino bene le distanze orizzontali, sovrastimandole.

I ricercatori hanno chiesto a persone non in trattamento per questo disturbo di stimare varie distanze, ed è emerso che chi soffriva di claustrofobia sovrastimava quelle orizzontali, mentre gli acrofobici, che hanno paura delle altezze, sovrastimano quelle verticali.

“Quello che abbiamo scoperto – ha spiegato Stella Lourenco, autrice dello studio – è che chiunque soffre maggiormente di claustrofobia percepisce uno spazio esagerato come ‘vicino a sè”. Non sappiamo se è la distorsione nella percezione spaziale a creare la fobia o viceversa, in questo momento entrambe le ipotesi sono plausibili”.

“Conoscere meglio le cause di queste patologie – conclude l’esperta – potrebbe dar vita a nuove e migliori forme di trattamento”.

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