Giappone: cesio radioattivo nel latte in polvere per bambini

Arriva dal Giappone l’ennesimo allarme alimentare in seguito all’emergenza nucleare provocata dal devastante terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso. Cesio radioattivo è stato infatti trovato nel latte in polvere destinato all’alimentazione dei neonati giapponesi. Lo ha annunciato l’azienda alimentare giapponese Meiji che ha offerto ai clienti  uno scambio gratuito del prodotto. 

Meiji ha registrato fino a 31 becquerel (bq) per chilogrammo di cesio 134 e 137 nel latte in polvere, sotto la soglia del limite legale di 200 bq per chilogrammo. Il latte è per lo più importato, dunque la contaminazione sarebbe avvenuta durante il processo di trasformazione eseguito in una fabbrica nell’est del Giappone lo scorso marzo, poco dopo l’incidente presso la centrale nucleare di Fukushima.

“Il livello registrato non è tale da avere conseguenze sulla salute”, ha dichiarato il gruppo, invitando però i genitori a non far consumare il latte ai loro bambini. “Tenuto conto del fatto che il latte è il nutrimento essenziale per i bambini, proponiamo ai clienti che hanno già comperato le confezioni del gruppo di cambiarle”.

Il Giappone ha in inoltre deciso di bandire dai negozi del Paese anche il riso proveniente dal distretto di Onami. Le autorità nipponiche hanno assicurato che “non un singolo chicco di questo riso è in circolazione”. Nel riso coltivato fino a 60 km dall’impianto di Fukushima è stato rilevato cesio radioattivo in quantità ben superiori alla soglia di tolleranza. 

Di qualche settimana fa è invece la notizia che ad un noto presentatore  della tv giapponese che per tranquillizzare la popolazione giapponese aveva mangiato verdure coltivate nelle vicinanze della disastrata centrale nucleare  è stata diagnosticata una leucemia linfatica acuta.

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