Quasi un milione di celiaci in Italia: si indaga sulle cause ambientali

In Italia la celiachia è in continuo aumento. Secondo un nuovo studio italiano la prevalenza, in crescita soprattutto nelle aree metropolitane, sta raggiungendo il 2% portando ad un milione (dalle ultime stime di circa 600.000) il numero di persone che ne soffrono in Italia. Eppure soltanto il 20% dei celiaci sa di esserlo. È quanto riferiscono gli esperti riuniti per l’ottavo Convegno Annuale “The Future of Celiac Disease” dell’Associazione Italiana Celiachia.

Se nei bambini con sintomi classici la diagnosi di celiachia può arrivare anche prima di due anni di vita, in molti adulti con segni meno tipici si può aspettare anche più di 6 anni, arrivando in alcuni casi fino a 70 anni di età prima di averla. Eppure la diagnosi precoce di celiachia è una forma indispensabile di prevenzione delle possibili conseguenze della malattia. Il celiaco che non sa di esserlo e quindi assume glutine normalmente si espone infatti in alcuni casi a complicanze anche gravi e irreversibili.

Alla base dell’incremento della prevalenza ci sono probabilmente cause ambientali. Come ha spiegato Marco Silano, coordinatore board scientifico Aic e Direttore Unità operativa alimentazione, nutrizione e salute, dell’Istituto superiore sanità  la rapidità dell’aumento induce a pensare che a causare la celiachia siano fattori ambientali: “Sono al vaglio ipotesi come le infezioni virali, non solo intestinali, o l’uso dell’enzima transglutaminasi nei cibi pronti al consumo, oppure ancora l’uso di antibiotici nella prima infanzia, la quantità di glutine nello svezzamento o un microbioma che favorisca la patologia”.

“Inoltre – continua l’esperto – l’età media in cui si manifesta la celiachia sta salendo e stanno cambiando anche le modalità cliniche con cui si presenta: i pazienti con segni classici come la diarrea sono pochi. Occorre perciò cambiare approccio e cercare i celiaci in tutte quelle categorie di pazienti che per esempio presentano sintomi di osteoporosi, anemia, turbe della fertilità, colon irritabile”.

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