Carne: il consumo eccessivo mette a rischio la biodiversità

Il consumo eccessivo di carne dei Paesi occidentali ha effetti devastanti sull’ambiente di molte regioni del mondo, mettendone a rischio la biodiversità. È quanto emerge dal report del WWF “Appetite for destruction”.

Secondo lo studio del WWF il problema principale riguarda lo sfruttamento dei terreni per coltivare prodotti come la soia, usata per sfamare gli animali negli allevamenti.

Il Wwf punta dunque il dito contro le grandi quantità di terreni necessari per le coltivazioni. Le zone del mondo più a rischio sono il bacino del Congo, l’Amazzonia e l’Himalaya con conseguenze soprattutto sulla biodiversità: 33 specie si sarebbero estinte proprio per gli effetti dell’industria del cibo.

“La realtà – sostiene il WWF –  è che mangiamo molte più proteine animali di quelle di cui abbiamo bisogno per vivere in salute”.

Ogni giorno, secondo le linee guida sul fabbisogno alimentare, si dovrebbero ingerire fra i 45 e i 55 grammi di proteine. In Inghilterra oggi il consumo medio varia invece fra i 64 e gli 88 grammi: il 37% deriva dalla carne. Se tutti coloro che stanno sul pianeta riducessero il consumo di cibo di derivazione animale, rientrando nei limiti del fabbisogno, il consumo di terreno si ridurrebbe del 13 %, salvando quasi 650 milioni di ettari.

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