Napoli: arrestato primario del Cardarelli

Pazienti trasferito dal Cardarelli di Napoli (il più grande ospedale del Mezzogiorno) a Villa del Sole, clinica privata nella zona collinare del Vomero. Questa l’ipotesi avanzata dai magistrati partenopei che questa mattina ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari nei confronti di medici e personale paramedico partenopea.

Al centro dell’inchiesta vi è il primario di ortopedia del Cardarelli, Paolo Iannelli, unica persona condotta in carcere.  La procura ha spiegato che il primario è accusato, tra l’altro, di aver prospettato ai malati ricoverati al Cardarelli tempi di attesa molto lunghi per essere curati, e di averli persuasi a chiedere un trasferimento alla clinica privata, dove lavorava come medico, per essere operati più rapidamente.

Secondo la procura, le persone coinvolte – medici, paramedici e amministratori della clinica privata partenopea Villa del Sole e del reparto di Ortopedia del Cardarelli – sono accusate a vario titolo di concussione, falso, truffa aggravata, peculato e omicidio colposo.

Guardia di Finanza e carabinieri dei Nas hanno eseguito due arresti, oltre a quello di Iannelli, tre divieti di dimora nella provincia di Napoli e sette obblighi di firma, e hanno effettuato 42 perquisizioni e un sequestro preventivo di 730.000 euro. L’inchiesta è nata da una serie di controlli effettuati dalle Fiamme Gialle sulle prestazioni in regime di intramoenia. I carabinieri del Nas successivamente hanno svolto una serie di verifiche sui ricoveri e sugli interventi chirurgici eseguiti al Cardarelli.

Dalle indagini è emerso inoltre che venivano falsificate cartelle cliniche e relative schede di dimissione ospedaliera, ma anche documenti sulla composizione dell’equipe chirurgica di sala operatoria. Nel corso delle indagini sono stati ascoltati centinaia di pazienti.

“L’operazione dei Carabinieri del Nas e della Guardia di Finanza di questa mattina a Napoli e in altre città d’Italia conferma l’esistenza di aree di illegalità e corruzione all’interno delle strutture del servizio sanitario nazionale” – spiega in una nota il ministro della Salute Renato Balduzzi. “Chi non rispetta le regole ruba la salute ai cittadini, oltre che le risorse al Sistema sanitario nazionale”.

“Bisogna tenere altissima la guardia perché le tentazioni sono molteplici”, prosegue Balduzzi, che definisce l’operazione di Napoli “emblematica perché ha permesso di far luce su una rete preoccupante di medici, paramedici e amministratori sanitari che hanno inquinato le relazione tra medico e paziente costruendo un sistema di illegalità nelle prestazioni sanitarie in regime di intramoenia”.

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