Carciofi: ecco perché fanno bene al cuore e al fegato

I carciofi svolgono un’importante azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari. È quanto emerge da una recente revisione condotta dai ricercatori della facoltà di Medicina dell’Università di Pavia.

“Questa pianta – spiega Mariangela Rondanelli, professore di Scienze e tecniche dietetiche applicate all’ Università di Pavia e primo autore della revisione – è una delle prime a essere stata coltivata per il suo particolare gusto, ma il carciofo non è solo buono: fa anche bene. È infatti particolarmente ricco di numerose molecole bioattive della famiglia dei polifenoli, quali i derivati dell’acido caffeico (cinarina, acido clorogenico e acido caffeico) e di flavonoidi (luteolina, cinaroside e quercetina)”.

Diverse ricerche hanno dimostrato che “questi composti agiscono sulla colesterolemia sia modulando l’assorbimento di colesterolo, sia rallentandone la sintesi da parte dell’organismo. Queste sostanze inoltre possono favorire la produzione degli acidi biliari, utili per la digestione, e l’acido clorogenico ha mostrato un’azione ipoglicemizzante”. Il carciofo, inoltre, contiene anche molta fibra solubile, come l’inulina, che migliora l’attività intestinale e controlla l’assorbimento di zuccheri e grassi.

La ricerca ha confermato anche il ruolo protettivo del carciofo nei confronti del fegato. “Questo effetto è dovuto principalmente ai derivati dell’acido caffeico, che difendono il fegato dalle sostanze epatotossiche”.

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