Carbone: in Italia due delle centrali più inquinanti d’Europa

Due delle 30 centrali elettriche più inquinanti d’Europa si trovano in Italia e appartengono all’Enel. Si tratta degli impianti di Brindisi Sud e Torrevaldaliga (Civitavecchia), rispettivamente nono e ventesimo nella classifica dei più inquinanti del continente. È quanto emerge dallo studio “Dirty 30, come le centrali a carbone europee stanno vanificando la lotta al cambiamento climatico della Ue” condotto da alcune associazioni ambientaliste tra cui  l’European Environmental Bureau e il Wwf.

Le associazioni denunciano come dal 2009 al 2012 l’utilizzo del carbone nella produzione di energia sia aumentato.
L’impianto alimentato a lignite di Belchatow (Polonia) è la centrale elettrica più inquinante in Europa. L’impianto polacco ha una capacità di produzione di 5.298 MW ed è stato responsabile nel 2013 dell’emissione nell’atmosfera di 37,18 Mt/anno di Co2. Seguono le centrali di Neurath, Niederaussem, Jaenschwalde, Weisweiler, Lippendorf e Boxberg, tutte in Germania, Drax (Gran Bretagna), Agios Dimitrios (Grecia), e quello italiano di Brindisi Sud.

Secondo quanto ricorda il rapporto – che auspica che l’Ue si muova con maggior forza verso la “decarbonizzazione” evidenziando come le emissioni dalle centrali a carbone europee siano in aumento – 18 fra le 30 centrali a carbone più inquinanti in Europa sono operative in Germania e nel Regno Unito, quattro in Polonia, due in Grecia e una in Estonia.

Il WWF lancia dunque un monito affinché vengano adottate le politiche necessarie per abbandonare il carbone come mezzo di produzione: le centrali alimentate dalla fonte fossile sono infatti responsabili da sole del 70% delle emissioni di CO2 del settore energetico nel mondo. Eppure, esse rappresentano ancora oggi un quarto della produzione dell’Ue.

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