Bimbi prematuri: nel mondo 15 milioni ogni anno

Ogni anno sono circa 15 milioni i bambini nati da parti prematuri, più di 1 su 10. Di questi,  un milione e centomila non riesce a sopravvivere e perde la vita poco dopo la nascita. Tantissimi, poi, sono i bambini che riportano danni permanenti a livello fisico, neurologico o mostrano deficit d’apprendimento.

Questi alcuni dei dati emersi dal rapporto “Born Too Soon: The Global Action Report on Preterm Birth”, presentato da Save the Children insieme alla March of Dimes Foundation, alla Partnership Globale per la Salute Materno Infantile e all’Organizzazione Mondiale della Sanità.
“Tutti i neonati sono vulnerabili, ma i bimbi prematuri lo sono molto di più,” ha affermato Ban Ki-moon, Segretario Generale dell’ONU autore della prefazione del rapporto.

“La nascita prematura è un killer misconosciuto,” ha dichiarato Joy Lawn, co-autore del rapporto e Direttore Global Evidence e Policy di Save the Children. “I parti pre-termine sono la causa di metà circa dei decessi neonatali, e sono ormai diventati la seconda causa principale delle morti sotto i 5 anni, dopo la polmonite”.

I nati prima della 28esima settimana richiedono le cure più intensive e costose: nei Paesi sviluppati sopravvivono nel 90% dei casi, nei Paesi in via di sviluppo la percentuale è invertita: ce la fa solo il 10%. Le nascite pre-termine rappresentano l’11,1% del totale delle nascite nel mondo, ma il 60% di queste si concentra in Asia meridionale e nell’Africa sub-sahariana.

Il nostro Paese si colloca al 166° posto con un tasso di parti prematuri del 6,5% nel 2010, al pari di Iraq, Ucraina, Islanda e Papua Nuova Guinea, e un aumento dello 0,6% rispetto al 1990. In termini assoluti invece, il nostro paese si colloca al 65° posto con 36.300 nascite premature su un totale di 558.500 nel 2010, e un numero di decessi neonatali dovuti alle conseguenze da nascita pre-termine pari a 500.

“Il numero delle nascite premature sta aumentando, ed è cresciuto negli ultimi 20 anni in tutti i paesi ad eccezione di 3. Cinquanta milioni di parti nel mondo avvengono ancora nelle mura domestiche, e molti neonati muoiono senza un certificato di nascita o di morte,” precisa Lawn.

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