Batterio killer, ancora ignota l’origine. Fazio: “nessun rischio in Italia”

È il killer più ricercato del momento il batterio Escherichia Coli che ha provocato 18 vittime, di cui 17 in Germania, il Paese sinora più colpito dall’infezione. Abbandonata la pista dei cetrioli spagnoli, resta infatti ancora sconosciuta l’origine dell’epidemia.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto sapere che si tratta di “una variante nuova, estremamente contagiosa e tossica” il ceppo di E. Coli che si è scatenato ad Amburgo. I batteri E.coli sono di per sé innocui, ma il ceppo che sta facendo ammalare ha la capacità di incollarsi alle pareti intestinali dove pompa tossine, talvolta provocando gravi diarree emorragiche e problemi ai reni.

La Germania ha creato oggi una task force per scovare la fonte del ceppo altamente tossico di E.coli diffondendo allarme in tutto il mondo. Ripetendo ai tedeschi di non mangiare ortaggi crudi, i responsabili sanitari hanno fatto sapere di aver registrato negli ultimi due giorni 199 nuovi casi del ceppo raro e altamente tossico dell’infezione, portando i malati da inizio maggio a 1.733.

Il batterio-killer sta provocando anche tensioni commerciali in Europa. Spagna e Portogallo, accusate ingiustamente di essere la causa dell’epidemia, intendono chiedere il rimborso per i danni subiti. La Russia, da parte sua, ha deciso di bloccare l’import di frutta e verdura dall’Unione europea. Il primo ministro Vladimir Putin ha inasprito i toni con  le autorità europee dichiatando di non voler “avvelenare” i russi eliminando l’embargo.

Secondo quanto riferito dalla Coldiretti sulla base dei dati Eurobarometro, “la contaminazione da batteri è motivo di preoccupazione per il 62% dei cittadini europei ma la percentuale sale al 79% in Italia, anche per il rincorrersi di notizie contraddittorie che spesso si rivelano infondate”.

Rassicurazioni provengono dal ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha affermato che la situazione “è sotto controllo, non deve generare allarmismi e non deve modificare le nostre abitudini alimentari, a cominciare dal consumo di verdura e frutta cruda dopo averla lavata”.

“Sinora – ha affermato Fazio – non è giunta alcuna segnalazione di infezione da parte di questo ceppo di batterio E.coli, né nella popolazione italiana residente, nè in turisti provenienti dalla Germania. Poiché la quasi totalità dei casi di infezione è circoscritta alla zona di Amburgo, consiglio solo ai cittadini italiani che debbono proprio recarsi nel Nord della Germania di non consumare in loco verdura e frutta crude e di non bere acqua di rubinetto, finché la causa dell’epidemia non sarà stata accertata”.

“Queste particolari precauzioni – ha aggiunto Fazio – non sono necessarie per la popolazione italiana, per la quale sono sufficienti le normali norme igieniche già ampiamente pubblicizzate: lavare le mani, la frutta e la verdura prima di mangiarla”.

Il Ministero della Salute ha reso noto oggi che è stata segnalata la presenza di un batterio di E.coli, produttore di tossine, su un salame di cervo prodotto in Italia. Tuttavia appare “altamente improbabile” che possano esserci collegamenti con il focolaio di infezione in Germania. Il ministero, sottolineando che non si registrano casi di malati in Italia, ha spiegato in una nota che sono in corso indagini sul salame, ma “qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza”.

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