Bambini: quali effetti ha lo stress psicologico?

Le fonti di danno biologico e di stress psicologico alle quali sono esposti i bambini sono molteplici e si ripercuotono per sempre sulla loro capacità di affrontare le avversità della vita. Pertanto, è importante identificare le fonti della violenza quotidiana per poter intervenire prima possibile sui bambini che vivono nei quartieri dove i tassi di criminalità e violenza sono più elevati.

Partendo da qui, Katherine P. Theall e colleghi del Global Community Health and Behavioral Services presso la Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans, hanno studiato 85 bambini neri, dai cinque ai 16 anni, provenienti da 52 quartieri della città che si diversificavano per il numero di negozi che vendono alcolici, di notizie di crimini violenti e per il numero di eventi riportati relativi alla violenza domestica. I bambini sono stati sottoposti a test psicometrici adeguati alla loro età. Come esiti primari sono stati considerati la lunghezza dei telomeri e la cortisolemia in risposta allo stress.

I ricercatori hanno così riscontrato che nei bambini che vivevano nei pressi di più negozi di alcolici, o nei quartieri con molti casi di violenza domestica e crimini violenti, i livelli di cortisolo rimanevano elevati e vi erano meno probabilità di tornare alla normalità dopo uno stress test. La lunghezza dei telomeri, inoltre, risultava minore, anche se in misura appena percettibile, dopo ogni episodio riportato di violenza domestica o di crimini violenti nel raggio di 500 metri.

“I nostri risultati – scrivono gli autori – indicano che l’effetto di fattori negativi a livello di quartiere è misurabile a livello biologico, anche nei bambini. È comunque difficile generalizzare i risultati di uno studio che ha considerato un campione esiguo di soli 85 bambini. E i marcatori biologici come gli ormoni dello stress e la lunghezza dei telomeri non sono da considerare come degli endpoint fortemente indicativi, come invece potrebbero essere il riscontro di malattie e di problemi sociali.

Tuttavia, questi marcatori possono avere delle implicazioni sulla salute futura dei bambini una volta divenuti adulti e quindi potrebbe essere utile comprendere prima possibile l’impatto dei fattori di quartiere che possono essere corretti con l’adozione di politiche sanitarie mirate”.

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