I bambini e la natura, quale rapporto?

I bambini e la natura? Perfetti sconosciuti. Le ultime generazioni di bambini, infatti, non hanno praticamente nessun contatto con il mondo naturale e con la fauna selvatica.

È quanto rivela una recente ricerca condotta dalla rivista In a Bottle tra 1.400 mamme italiane in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione dalla quale in particolare è emerso che un bambino italiano su due non ha idea dell’origine naturale degli alimenti e delle nozioni di base sulla natura.

Intanto 25 associazioni che si occupano di salvaguardia della fauna selvatica, tra le quali la Royal Society for the Protection of Birds (Rspb), hanno pubblicato il rapporto State of Nature dal quale è emerso che negli ultimi decenni il  60% delle specie di fauna selvatica studiate in Gran Bretagna sono diminuite.

“Crediamo che garantire che i giovani siano collegati alla natura significa che svilupperanno sentimenti e atteggiamenti profondamente radicati nei confronti della fauna selvatica e il mondo in cui tutti viviamo e, di conseguenza, avranno abbastanza cura nel contribuire a salvarli in futuro”, ha affermato Mike Clarke, Chief Executive della Rspb.

“Questo rapporto è qualcosa di innovativo – continua Clarke – Milioni di persone sono sempre più preoccupate che i bambini di oggi abbiamo più che mai meno contatto con la natura, ma fino ad ora non c’era stato alcun robusto tentativo scientifico di misurare e monitorare la connessione con la natura tra i bambini nel Regno Unito. Il che significa che al problema non è stato dato l’attenzione che merita. La natura è in difficoltà, e il rapporto dei bambini con la natura è strettamente legato a questo. Il recente rapporto State of Nature dimostra che in Gran Bretagna stiamo perdendo la natura ad un ritmo drammatico.

Tutti noi possiamo agire per mettere di nuovo in contatto natura ed infanzia, al fine di garantire che i giovani abbiano una vita migliore ed un futuro migliore. Per la prima volta, abbiamo creato una baseline che noi e gli altri possiamo utilizzare per misurare quanto siano davvero connessi con la natura i bambini del Regno Unito. Con l’adozione di questo nuovo approccio, tutti possiamo monitorare la connessione dei bambini e raccomandare che i governi e le autorità locali intervengano per aumentarla attraverso decisioni politiche e pratiche”.

Tra l’altro sono numerose le ricerche svolte negli ultimi anni che hanno evidenziato i benefici per la salute derivanti dal contatto con la natura e dalle esperienze outdoor.

“Questi benefici – fa notare Rspb – includono impatti positivi in materia di istruzione, salute fisica, benessere emotivo e abilità personali e sociali. L’evidenza viene dall’impatto sulla crescita sull’infanzia di uno stile di vita e casalingo durante le vacanze estive, tanto che il chief executive della British Heart Foundation ha chiesto un ritorno ‘alle tradizionali attività all’aria aperta dell’infanzia’”.

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