Gli aromi delle sigarette elettroniche fanno male al cuore

Gli aromi delle sigarette elettroniche possono comportare dei danni a carico dell’apparato cardio-circolatorio e, in particolare, possono determinare una disfunzione endoteliale.  È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori della Boston University School of Medicine (BUSM) e pubblicato su Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology.

Gli studiosi hanno valutato gli effetti a breve termine di nove aromi addizionati ai prodotti del tabacco, a carico delle cellule endoteliali, ovvero quelle che rivestono i vasi sanguigni.

Le cellule endoteliali dei partecipanti alla ricerca che utilizzavano sigarette addizionate o meno con mentolo, mostravano una ridotta produzione di nitrossido rispetto alle cellule endoteliali dei non fumatori. I ricercatori americani hanno quindi cimentato delle cellule endoteliali isolate da non fumatori con mentolo o eugenolo; questo riduceva la produzione di nitrossido.

Per valutare ulteriormente gli effetti degli aromi sul fenotipo delle cellule endoteliali, sono state utilizzate delle cellule endoteliali di aorta umana, incubandole con vanillina, mentolo, cinnamaldeide, eugenolo, dimetilpirazina, diacetile, acetato di isoamil, eucaliptolo e acetil pirazina per 90 minuti. Sono stati poi  misurati il numero di cellule morte, la produzione di ROS (radicali liberi), l’espressione di interleuchina-6 (marcatore proinfiammatorio) e la produzione di ossido nitrico. È così emerso che la produzione di ROS e la morte cellulare veniva indotta soltanto da elevate concentrazioni delle sostanze aromatizzanti. Tuttavia, a dosaggi più bassi, gli aromi inducevano infiammazione e una ridotta produzione di ossido nitrico, consistenti con uno stato di disfunzione endoteliale.

In conclusione, l’esposizione dei vasi agli additivi aromatizzanti riduce il rilascio delle sostanze chimiche (il nitrossido) normalmente rilasciate per favorire il flusso sanguigno e aumenta gli indici di infiammazione. In entrambi i casi si tratta di indicatori di tossicità a breve termine.

“Questi risultati – ha spiegato Jessica Fetterman, professore associato di medicina presso la BUSM –  dimostrano che gli additivi aromatizzanti hanno un’azione tossica diretta sui vasi sanguigni ed effetti indesiderati che potrebbero avere, sul lungo periodo, una rilevanza in termini di tossicità cardiovascolare, simile a quella delle sigarette tradizionali”.

A puntare il dito contro gli aromi delle sigarette elettroniche è anche un documento di undici ricercatori europei pubblicato sull’European Respiratory Journal, in cui si chiede la messa al bando degli aromi. “Assieme al design del prodotto e alle politiche di marketing hanno contribuito ad accrescere l’interesse dei più giovani nei confronti delle sigarette elettroniche e a determinare di conseguenza una normalizzazione del loro impiego”. Ciò, secondo gli esperti, “rischia di immettere nella società una nuova generazione di dipendenti dalla nicotina”.

In Italia si contano oltre 1,3 milioni utilizzatori di sigarette elettroniche. La maggior parte di essi la affianca a quella tradizionale. Solo un utilizzatore su dieci ha smesso di fumatore. Allo stato attuale, pertanto, non ci sono le condizioni per affermare che la sigaretta elettronica possa essere di supporto nell’azione mirata ad allontanare una persona dal fumo.

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